Leggo
con preoccupazione e disappunto da notizie stampa,
che la commissione garanzia della Margherita
starebbe per adottare provvedimenti atti ad
espellere dal partito i militanti che abbiano
adottato comportamenti di critica alle decisioni
del partito e assunto caratterizzazioni personali
in vista delle prossime elezioni nazionali o
già in relazione alle primarie per il
candidato presidente dell’Unione alle
regionali siciliane.
Se tutto questo è legittimo da parte
di un partito ritengo utile, per la tenuta politica
e democratica dello stesso, archiviare ogni
procedura centralistica proprio per la situazione
contingente dimostrata dai risultati delle primarie
e dalla composizione stessa delle liste per
la elezione-farsa del parlamento italiano confermando,
oggi più che mai, la necessità
di una dialettica accesa all’interno del
partito/dei partiti senza che alcuno possa arrogarsi
il diritto di applicare epurazioni.
Azioni di forza da chi detiene i pacchetti di
tessere e si permette di scegliere i parlamentari
senza consultare minimamente il territorio e
la società civile non possono appartenere
a chi si fregia di scrivere nel proprio stemma
“Democrazia è Libertà”.
Da Sindaco testimone di uno stato democratico
e da militante di partito già presidente
del consiglio provinciale della Margherita,
mi permetto di lanciare questo tipo di riflessione
sulla crisi di legittimazione del sistema politico,
partitico ed istituzionale della nostra Italia.
Sortino, 24.03.06