FERLA
- «Una figura che tanto ha dato
alla nostra comunità, impegnandosi
sempre con grande spirito dì servizio
e di dedizione agli altri».
Con queste parole il sindaco di Ferla,
Giuseppe Veneziano, ha aperto la cerimonia
per l'intitolazione della via di fuga
realizzata recentemente insieme all'area
attrezzata di protezione civile, al Padre
Cappuccino Edoardo Lanteri, morto nel
2003.
L'iniziativa è l'atto conclusivo
di un processo di e-democracy denominato
"Ferla chiama Ferla: un nome per
la via di fuga", attraverso cui i
cittadini ferlesi hanno scelto, tra cinque
opzioni, di denominare la via di fuga
a "Padre Edoardo Lanteri". «Obiettivo
dell'iniziativa - ha aggiunto Veneziano
- è stato sperimentare processi
di e-democracy, cioè processi di
democrazia partecipata. attraverso i quali
i cittadini sono stati protagonisti della
decisione che è stata successivamente
ratificata dall'amministrazione».
L'iniziativa è stata portata avanti
dall'Amministrazione Comunale di Ferla
in collaborazione con varie realtà
associative e di animazione del territorio
come l'Ass. Pro Ferla Pantalica - Pro
Loco di Ferla, Ferl@m@il, Iblea TV , P4D
, www.sebastianopuccio.com , www.iblon.it.
La cerimonia si è svolta inizialmente
nel Convento dei padri Cappuccini alla
presenza del Provinciale dei frati Minori
Cappuccini, p. Francesco Vinci, e di p.
Giuseppe Rossitto. Presente anche il Sindaco
di Sortino, Orazio Mezzio, con una rappresentanza
della fraternità francescana, essendo
P. Edoardo sortinese d'origine.
Giuseppe Matarazzo |