Adozioni a Distanza
Flash di speranza o aiuto concreto?
 
Padre Giuseppe e il segretario Sebastiano Pisasale
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nata di fatto negli anni ‘90 , l’Associazione “Cento Mamme per Cento Bambini”, con sede a Ferla, si occupa da anni del sostegno a distanza dei bambini del Brasile. Oggi sono ben 500 i bambini affidati a padrini e madrine sparsi non solo in Sicilia, ma anche in altre zone dell’Italia. L’azione energica del frate cappuccino Padre Giuseppe Rossitto, presidente dell’associazione, si è concretizzata nell’agosto del 2005 in un viaggio con rotta in Brasile, per toccare con mano le quattro realtà in cui opera l’associazione, Itambacurì, Recife, Teresopolis e Saquarema.
“Da tempo stava in cantiere il progetto di visitare i luoghi dove arrivano i nostri sostegni, con lo scopo di dare ulteriore trasparenza e credibilità alla nostra azione caritativa” afferma Padre Giuseppe Rossitto.
Hanno accompagnato il frate in questo viaggio un gruppo di persone impegnate attivamente nell’adozione e il segretario dell’associazione Sebastiano Pisasale: “ Più di 1.500.000 gli italiani che donano periodicamente a bambini e comunità del Sud del mondo attraverso centinaia di organizzazioni. La nostra associazione vuole costruire una cordata umanitaria di sostegno, affinché la nascita dei bambini nel Brasile non sia una disgrazia per le famiglie e una tragedia per le mamme, ma un momento di grande gioia.” Il viaggio in Brasile si è rivelato provvidenziale, ha portato a un sensibile aumento delle adozioni tanto da non poterle evadere a breve scadenza. Tra i nuovi sostegni, quello giunto da un gruppo scout di Misterbianco che, con il ricavato di un’attività di autofinanziamento, ha adottato ben quattro bambini. “Siamo lieti di poter essere d’aiuto a questi bambini- afferma la capo scout Agata Di Stefano - pienamente soddisfatti di aver concretizzato uno dei punti chiave dello scoutismo, il servizio verso il prossimo. Abbiamo constatato quanto siano vere le parole: se doni una rosa ti rimangono profumate le mani!”.
Le cifre della povertà sono ormai esorbitanti: metà della popolazione africana soffre di colera e diarrea infantile a causa dell’acqua inquinata; ogni tre secondi muore una persona per fame; 3 miliardi di persone non usufruiscono di servizi igienici; oltre 300 milioni di donne africane non possono accedere all’istruzione elementare. A tutto ciò si aggiunge la schiavitù moderna della prostituzione, del lavoro minorile, del traffico di organi.
Cifre che devono far riflettere: stiamo andando verso una società sempre più civilizzata o stiamo ritornando ai tempi della preistoria? Ma neanche alle origine dell’umanità esistevano queste brutalità, perché gli animali hanno molto più rispetto per i loro cuccioli che l’uomo cosiddetto “civilizzato” ha per i propri figli.
“Tante le parole , pochi i fatti - afferma Padre Giuseppe Rossitto - nel settembre scorso, un ministro inglese ha comunicato ai suoi colleghi che occorrono 4 miliardi di dollari per sottrarre alla morte 10 milioni di bambini africani. Fino al 2015, praticando le dovute vaccinazioni, si salverebbero 5 milioni di bambini. Gli altri 5 milioni troverebbero aiuto nel decennio successivo. Ottimo il piano, ma i tempi sono lunghi e i bambini continuano a morire nella generale indifferenza di un mondo che si dice civile.” Viene da chiedersi: perché questa nostra civiltà non riesce a tutelare, proteggere, difendere i Bambini? Non vuole o non può? Ai lettori l’ardua sentenza.
Antonella Garofalo
Articolo del 04 Marzo 2006.
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