Cassaro.
È polemica, appena dopo l'assegnazione
delle cosiddette deleghe assessoriali ai singoli
Comuni. Il sindaco di Cassaro, Elio Rossitto,
si schiera contro l'utilizzo del 60 per cento
dei fondi a favore dei consulenti e dei dipendenti
della Unione: «Se si deve fare una politica
occupazionale - dice - lo si dica subito, ma
almeno si aiutino i veri disoccupati».
E martedì, per la riunione della Unione
dei Comuni a Ferla, annuncia battaglia.
«Ho denunciato tutta la situazione - racconta
Rossitto. - Già lo scorso anno, nella
ultima riunione di bilancio, avevo contestato
il fatto che il 60 per cento delle risorse della
Unione fossero destinate al pagamento di stipendi
e compensi vari». Una situazione che il
sindaco Rossitto ritiene «incresciosa».
«Ad esempio la segretaria - precisa Rossitto
- percepisce uno stipendio di quarantamila euro
all'anno. Un'altra persona ne percepisce altri
trentamila. E, in più, una serie di altri
individui, che non si capisce bene quale ruolo
ricoprano, percepiscono altri consistenti emolumenti:
alla fine non fui d'accordo col bilancio, ma
lo approvai solo per un fatto tecnico».
La situazione, sulla carta, appariva strana:
«Avevamo 400 mila euro di bilancio - precisa
ancora Rossitto - ripartiti tra 160 mila euro
di personale, 140 mila di cosiddetti residui
attivi che si preparavano a suddividere per
festini e ricorrenze varie: a questo punto ho
chiesto quali fossero le cifre per i fini istituzionali.
E' successo il parapiglia, a seguito del quale
mi fu garantito che non sarebbe avvenuto nulla
di simile. Stabilii che l'ufficio di segreteria
della Unione, che è un organismo assolutamente
inutile, beneficiasse di solo 25 mila euro.
Trovo insopportabile tutto questo utilizzo di
risorse per fini non istituzionali».
E non basta: «Mi era stata data la parola
d'onore - dice. - Ma l'altro ieri sera mi accorgo
che improvvisamente i soldi erano passati da
140 mila euro a 180 mila per le risorse del
personale. Una riduzione del 10 per cento circa.
E ogni Comune si dotava di un referente, che
anche in questo caso non si capisce a cosa serva,
come una sorta di benefit necessario al consenso.
Ho preannunciato che se si proseguiva su questa
linea avrei scritto alla Corte dei conti inviando
tutti gli atti e chiedendo lo scioglimento della
Unione. E l'assessorato agli Enti locali mi
ha garantito che non si può tenere in
piedi una Unione dei Comuni attraverso una legislazione
premiale».
R. R.