Ferla.
Quello della distribuzione della refezione scolastica
ai bambini delle scuole materne è diventato
un tormentone. Tutto era stato predisposto perchè
il servizio avesse inizio dopo le vacanze di
Natale. L'amministrazione comunale aveva già
provveduto all'epletamento della gara d'appalto
e i soldi per il funzionamento erano stati reperiti
e quindi disponibili, anche se era sto predisposto
un ticket oneroso. La ditta locale che si era
aggiudicata l'appalto, però, non possiede
i requisiti di legge per la preparazione e il
trasporto dei cibi, perciò bisogna incaricare
qualche altra impresa della provincia a provvedere
alla bisogna. Alzata di scudi delle famiglie
che non accettano tale soluzione, anche perchè
vorrebbero distribuiti pasti freddi e non accetti
dai bambini. Per tagliare la testa al toro,
i genitori degli alunni, nonchè il personale
insegnante, hanno proposto il ripristino del
funzionamento della cucina e del refettorio
appositamente allestiti nell'edificio scolastico
già ristrutturato e formalmente abilitato.
E' opinione diffusa che i soppressi patronati
scolastici, nell'allestire il servizio di refezione,
si servivano delle cucine installate nei vari
plessi scolastici fornendo ottimi cibi e concorrendo
a consolidare con più cognizione di causa
la instituzione del tempo prolungato, che adesso,
con i sistemi proposti rischia definitivamente
di essere soppresso con grande pregiudizio della
comunità civile e soprattutto per lo
sviluppo sociale degli alunni.
Salvatore Urso