Ora anche Pantalica e' dell' Unesco
E’ il 40° sito italiano «patrimonio dell’umanità». Cerimonia nella necropoli
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parte la vera sfida. Pantalica, insieme a Siracusa, 40° sito italiano nella World Heritage List, ha concluso il suo percorso verso il riconoscimento Unesco, lungo e laborioso, una attestazione attesa e doverosa nei confronti di un sito che è esclusivo nella rappresentazione dell'evolversi dell'antica civiltà greca in tutto il territorio. Con la cerimonia di scoprimento della targa Unesco, celebrata ieri, dopo quella siracusana, giovedì in piazza Duomo alla presenza del presidente della Repubblica Azeglio Ciampi, Pantalica, come Siracusa, sente il preciso obbligo di far sì che tale riconoscimento sia un punto di partenza e non di arrivo. E' "laureata" patrimonio dell'umanità, ma questo non significa aver trovato lavoro.
Le conclusioni, quindi, dopo due giorni di celebrazioni, a fronte della ratifica dell'inserimento nella WHL, avvenuta a Durban, in Sudafrica, lo scorso 17 luglio, vanno adesso verso una sorta di specializzazione alla conquista di un marchio di qualità che non racchiuda solamente gli antichi lavori sulle pietre ma anche, se non soprattutto, i moderni e necessari interventi su tutto ciò che si trova intorno. Il tempo darà ragione o torto alle attenzioni che si rivolgeranno al futuro, alla qualità della vita per i residenti e per le migliaia di turisti attratti da siti e luoghi unici come quelli offerti da Siracusa e Pantalica. La questione è anche rilanciata dall'assessore regionale al Turismo Fabio Granata: "E' indispensabile andare avanti nell'organizzazione di servizi e infrastrutture leggere per valorizzare il sito così come appare altrettanto opportuno aggiungere il logo Pantalica come denominazione ufficiale a Sortino, Ferla e Cassaro. Da subito - conclude Granata - la Regione intensificherà la promozione e l'organizzazione di un sito straordinario e dalle potenzialità enormi".
La stele è stata posta all'ingresso del sito, nell'antica porta di Pantalica e nelle vicinanze del villaggio bizantino di Filiporto e guarda ad uno scenario molto suggestivo. Voce e spazio, quindi, alle 5 mila tombe della necropoli rupestre di Pantalica, conosciute da molto tempo e abbondantemente osservate con occhi diversi nei viaggi lungo la vecchia ferrovia Siracusa-Ragusa-Vizzini che attraversava l'intera valle. Ma spazio, soprattutto, a quei Comuni che poco altro hanno se non un meraviglioso luogo dal quale estrarre le ricchezze necessarie ad una sana e fiorente economia. Per utilizzare un antico detto, il pane c'è stato dato, adesso si tratta di avere i giusti denti per mangiarlo.
Giorgio Italia

Rassegna Stampa de: La Sicilia del 14 Gennaio 2006.
Risoluzione Video Consigliata 1024 x 768