| Sconfitto
di misura il Ferla tra le mura domestiche da un Acate cinico,
capace di sfruttare l'unica occosiane di una partita condotta
con molto acume tattico. Per l'ennesima volta la squadra iblea
non raccoglie quello che ha seminato, afflitta sempre più
dal cronico problema del goal. I fatti salienti della gara non
sono molto, la partita è molto giocata a centrocampo, molto
a discapito quindi del bel gioco e dello spettacolo. Al dodicesimo
su azione da corner il N°4 acatese colpisce al volo a botta
sicura, ma un miracoloso Galioto devio sopra la traversa. Quattro
minuti più tardi risponde il Ferla con un colpo di testa
di spagnuolo, ma il difensore sfiora soltanto il pallone che si
spegne a lato. Al ventesimo il N° 6 ospite da buona posizione
colpisce malamente e manda alto. In chiusura di parziale il Ferla
suona due squilli improvvisi che mettono in ansia la difesa dei
ragusani. Al trentasettesimo Peluso, ben imbeccato da Riscica,
è pericolosissimo da ottima posizione. Proprio al quarantacinquesimo
è ancora Peluso, con un gran tiro dai Trentacinque metri,
ad andare vicino al goal, mettendo a nudo le molte incertezze
del portiere ospite. La ripresa inizia in sordina e bisogna aspettare
diciannove minuti per vedere un'azione degna di nota, quando Riscica
aggancia un difficile pallone, ma tira alto. Al trentesimo ancora
Riscica tira da posizione ravvicinata, ma la sua conclusione da
solo l'illusione ottica del goal. Cinque minuti più tardi
arriva la doccia fredda, punizione dalla sinistra, Galioto s'avventa
sulla sfera, ma liscia clamorosamente il pallone, è lesto
ad approfittarne il N° 3 e a depositare in rete, anticipando
la lenta difesa del Ferla. La reazione dei padroni di casa è
furiosa, ma al tempo stesso molto confusa. Essa produce solo due
occasioni degne dei nota. Al trentanovesimo Vinci è anticipato
d'un soffio, mentre s'avventava su un bel cross di Galioto Giuliano.
Proprio allo scadere Spagnuolo, con una bella punizione, da alle
cronache l'ultima occasione della partita. La classifica del Ferla
si fe sempre più critica e soprattutto ancora avara di
vittorie, che sarebbero necessarie per risalire la china. L'unica
nota dolce è rappresentata dal carattere sul quale mister
Costanzo può lavorare e costruire i presupposti per la
rinascita.
Salvatore Giansiracusa
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