Essere testimoni di Dio, essere testimoni di speranza.
Visita pastorale dell’Arcivescovo Monsignor Giuseppe Costanzo a Ferla.
___________del  14 Novembre 2005.

La comunità di Ferla , in attesa della Visita Pastorale del 12 e 13 novembre, ha intrapreso un cammino di preparazione.
Il parroco Don Roberto Corrado Garro ha organizzato diversi incontri con i gruppi parrocchiali, per preparare l’accoglienza al pastore, l’Arcivescovo Monsignor Giuseppe Costanzo.
Per tre settimane, ogni giorno, la comunità dei fedeli ha recitato la preghiera composta dallo stesso Arcivescovo. Tutti i gruppi parrocchiali, inoltre, hanno dato un’offerta destinata al sostentamento di alcune zone dell’Africa, segno visibile di attenzione verso i bisogni dei fratelli.
Il sabato mattina, l’Arcivescovo ha incontrato a scuola tutti i ragazzi delle Medie e delle Elementari; nel pomeriggio, ha fatto visita ai malati. Verso le ore 18:00 è avvenuto l’incontro con i gruppi parrocchiali all’interno della Chiesa Madre, un momento di grande ricchezza umana e spirituale.
La visita pastorale è un incontro del pastore con i fedeli ed ha lo scopo di custodire, promuovere la fede del popolo di Dio; è un momento importante per la Chiesa, in cammino verso il Convegno Ecclesiale Nazionale che si terrà a Verona nell’ottobre del 2006 e che ha come tema “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”.
“La Chiesa locale deve riflettere sulla Resurrezione di Cristo, fondamento della nostra fede e della nostra salvezza. Noi tutti siamo chiamati a divenire strumenti vivi e attivi di speranza per ogni uomo smarrito, confuso, disperato. Operare , dunque, per aiutare il prossimo.”, con queste parole l’Arcivescovo ha aperto l’incontro.
Egli ha constatato l’impegno dei gruppi presenti nella parrocchia nell’esercizio della carità verso il prossimo, e li ha stimolati a divenire testimoni di speranza, ribadendo che “Tutti abbiamo il dovere di testimoniare la carità. La povertà non è solo materiale, ma c’è povertà di affetti, di spirito. Il disinteressarsi del dolore degli altri è segno di non condivisione”.
Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Costanzo ha portato l’esempio di Papa Giovanni Paolo II, un uomo attento ai bisogni del prossimo, umile testimone di una fede che è forza anche nel dolore.
Durante la celebrazione della messa l’Arcivescovo ha svolto il rito di dedicazione dell’altare maggiore della Chiesa Madre S.Giacomo Apostolo Maggiore.
Al termine della celebrazione è giunta la notizia della tragica morte di un ragazzo di 28 anni, Michele Lanteri, la cui vita è stata stroncata da un violento attacco d’asma.
L’Arcivescovo si è immediatamente recato a far visita alla famiglia del ragazzo, facendosi partecipe del loro dolore e dando grande testimonianza di carità verso il prossimo.
Come lui stesso ha affermato durante questa visita pastorale “essere operativamente testimoni di Cristo Risorto significa non solo proclamare la speranza ma, soprattutto, infondere speranza a chi l’ha perduta”.
Il momento più significativo della domenica è stata la celebrazione eucaristica con la partecipazione dei fanciulli e dei giovani. Durante l’omelia dialogo con l’assemblea, sulla parabola dei talenti, l’Arcivescovo ha sottolineato: i beni materiali se vengono distribuiti diminuiscono, i beni spirituali che Dio dona a ciascuno di noi, se li ridoniamo agli altri si moltiplicano.

Antonella Garofalo