Ferla. È stato l'inizio di una serie
di diatribe, l'ultimo consiglio comunale tenutosi a Ferla, il
29 settembre, presso i locali del centro diurno anziani. Infatti,
dopo una seduta dai toni accesi, è subito scattata la
presa di posizione. Seduta che ha visto esprimere il parere
negativo della minoranza sull'operato dell'amministrazione.
E se nei consigli precedenti, le incomprensioni tra maggioranza
e minoranza riguardavano l'uso del denaro pubblico, il ricorso
ai mutui per la realizzazione dei vari progetti ed altro, in
questo ultimo incontro qualcosa ha fatto scalpore. Durante il
consiglio, difatti, l'elezione dei due rappresentanti, uno di
maggioranza e uno di minoranza, per l'Unione dei Comuni, ha
creato una divisione all'interno della minoranza stessa. Secondo
i membri di minoranza, l'elezione di Fernando Di Giorgio, loro
socio, ma da tempo dagli atteggiamenti ambigui, sarebbe stata
una strategia architettata dalla maggioranza per assicurare
un voto in più ad una probabile ed eventuale candidatura
del sindaco di Ferla, Giuseppe Veneziano, a presidente dell'Unione
dei Comuni. "È stato quanto di più squallido
la maggioranza poteva fare – spiega così Mario
Lavia, consigliere di minoranza – hanno truccato l'elezione
e da subito noi abbiamo allontanato politicamente il consigliere
Di Giorgio". Parole dette dal consigliere Lavia e rese
pubbliche in una lettera che ha fatto il giro del paese. "Vorrei
ricordare che le votazioni sono segrete e che la maggioranza
probabilmente si è limitata a sottolineare una forte
spaccatura già esistente nel gruppo di minoranza –
afferma Michelangelo Giansiracusa, presidente del consiglio
ed eletto come rappresentante di maggioranza del consiglio dell'Unione
– qualche settimana fa Lavia e Di Giorgio, sono stati
firmatari di una denuncia alla Procura nei confronti del sindaco,
mi sembra quindi inadeguato definire Di Giorgio un alleato del
sindaco".
Valeria Misseri