Ferla.
Replicano il sindaco Veneziano e il consigliere Di Giorgio alle
critiche del consigliere Lavia che lamentavano una «innaturale
coalizione» tra i primi due per eleggere due candidati di
maggioranza alla Unione dei Comuni. Reagisce, quindi, alle accuse
di immobilismo amministrativo il sindaco. «In questi giorni
- spiega Veneziano - l'amministrazione ha consegnato lavori per
7 milioni e mezzo di euro, dalla strada per Buccheri alla ristrutturazione
della caserma dei Carabinieri, e per il sistema di controllo che
tutela la sorgente Malvagìa in caso di piena». Per
l'uso improprio di telefonini e automezzi Veneziano fa notare
che la propria indennità ammonta a poco più di 300
euro al mese. Sulla elezione alla Unione dei Comuni, infine, «se
i consiglieri d'opposizione non hanno votato per Lavia queste
sono le regole della democrazia e bisogna accettarle».
Secondo il consigliere Fernando Di Giorgio non ci sarebbero stati
accordi precisi in merito alla nomina di questo o quel componente
alla Unione dei Comuni. Di Giorgio, attraverso un volantino confutante
le affermazioni di Lavia, ricostruisce le trame dei giorni scorsi.
Incontri al bar, al circolo, in luoghi ancora da decifrare, ma
nessuna reale intesa sul nome di Lavia per l'Unione.
«Non sono la ruota di scorta del sindaco - conclude Di Giorgio.-
Peraltro la sera delle votazioni il collega Carmelo Pisasale ha
chiesto a Lavia di capire cosa avrei votato e ho sentito dire
che quello che avrei fatto, comunque, non interessava».
Non vuole etichette addosso Fernando Di Giorgio, che ricorda come
già due anni addietro si era detto indipendente, rifiutando
di aderire alla opposizione di Lavia.
«Non siamo mai stati battuti in Consiglio - ricorda il presidente
del Consiglio comunale, Michelangelo Giansiracusa.- Il 98 per
cento delle sedute si è sempre svolto in prima convocazione:
forse è la minoranza che perde pezzi».
R. R.
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