Ferla.
Per il bilancio consuntivo la seduta ordinaria del Consiglio comunale
è diventata rovente. In apertura il consigliere di minoranza
Lavia ha analizzato tutte le somme spese. Quelle relative ai vari
incarichi esterni assegnati dall'amministrazione comunale rappresentano
la punta negativa del conto. Centinaia di migliaia di euro distribuiti,
secondo Lavia, con larga mano a tre ispettori e ad altri esperti
di turno danno la misura esatta dell'allegra amministrazione perseguita
fino ad oggi.
Altra considerazione di Lavia sulle varie indennità esose
erogate agli assessori (75 euro a seduta) contro quelle “contenute”
dei consiglieri comunali e, “dulcis in fundo”, il
loro mancato aggiornamento.
La relazione ha poi evidenziato altre spese, come quelle del depuratore
(55 mila euro l'anno), senza trovare alcun riscontro che giovi
agli interessi comuni, per non parlare dei vari mutui contratti
fino al 2030, i cui oneri rappresentano una ipoteca non indifferente
per i cittadini. In discussione anche gli stipendi dei dipendenti,
fermi da diversi anni. Polemica anche sulla mancata sistemazione
delle strade, della illuminazione dei cortili, del recupero del
decoro e dell'arredo urbano.
Il sindaco Veneziano ha risposto alle contestazioni del rappresentante
della minoranza.
A questo punto, per uno specifico riferimento a fatti del passato,
costellato da denunzie all'Autorità giudiziaria e ripicchi
vari, è successo il finimondo. Accuse, ritorsioni, risentimenti
hanno prodotto lo scontro infarcito di parole grosse, che il presidente
del Consiglio, Giansiracusa, ha cercato di contenere e troncare,
sospendendo la seduta per pochi minuti, per provvedere prima alla
votazione sul bilancio consuntivo, approvato a maggioranza, e
dopo alla elezione di due rappresentanti nella Unione dei Comuni
Iblei: Giansiracusa e Di Giorgio.
Salvatore Urso
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