Ferla
- Fra le tante iniziative che investono il settore dell'assistenza
e sostenimento morale e materiale dei bambini poveri, si è
fatta strada la necessità di intervento attraverso la costituzione
di una Associazione benefica che polarizzi l'attenzione dei cittadini
per ridare dignità e speranza a questi piccoli uomini.
La opportunità, poi, di estendere tali azioni a quelli
che vivono all'estero, e, segnatamente in Brasile, manifesta ancora
di più il carattere della carità amorosa. Sostegno
fastivo e puntuale e lo slogan che anima i volontari protagonisti
ferlesi, lo dimostrano le donazioni e i contributi a circa quattrocento
bambini poveri del Brasile. L'ispirazione qualitativa è
nata dai padri cappuccini del convento di Ferla, che ha trovato
tanta disponibilità, e suscitato tanta tensione. Il coinvolgimento,
di altri cittadini della vicina Sortino, ha determinato la volontà
di attuare un progetto inedito: andare personalmente a toccare
con mano l'indicenza di questi bambini. Una delegazione, con a
capo il cappuccino padre Giuseppe Rossitto, si è recata
nel paese Sud Americano. La guida, poi, del confratello padre
Sisto Veca, residente a Rio da tanti anni, ha determinato la visita
dei luoghi all'interno del continente e in paesi sperduti dove
vivono questi piccoli esseri. Questi «nuovi missionari in
veste laica» hanno incontrato i bambini Brasiliani. La maggior
parte vive in istituti che fanno fatica ad assicurare, istruzioni,
educazione, vitto. Per dare a questi piccoli uomini la possibilità
di vivere e di istruirsi, l'associazione ha acquistato, oltre
alla suppellettile dei centri di assistenza, due pulmini che fanno
la spola nei vari comuni e trasportano i bambini nelle varie scuole.
Salvatore Urso
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