Il sindaco di Ferla : " Siamo orgogliosi del riconoscimento ricevuto"
Tutto questo richiede una grande collaborazione tra tutti i soggetti del stessuto sociale
Fonte: Corriere degli Iblei  Luglio - Agosto 2005.

Ferla. Grande felicità a Ferla, per tutti i cittadini, nell'accogliere la notizia dell'ingresso di Pantalica nel territorio UNESCO. Una necropoli, che si estende per kilometri e kilometri, tanto da essere stimata come le più grande d'Europa. Lasciata, purtroppo, ad uno stato d'abbandono, il suo ingresso nell'UNESCO, lascia sperare in un recupero e in un utilizzo migliore dell'intera area. "Siamo orgogliosi del riconoscimento ricevuto, è un evento di grande rilievo. – afferma il sindaco Giuseppe Veneziano – stiamo già costituendo un consorzio di gestione della necropoli che prevede l'unione dei quattro comuni, Siracusa, Ferla, Sortino e Cassaro, della Sovrintendenza e della Provincia Regionale. La valorizzazione della necropoli, porterà sicuramente dei vantaggi nei comuni limitrofi. Ferla tra l'altro è tappa ubicata per visitare Pantalica. Con il progetto di riqualificazione del centro storico e con l'apertura di quasi tutte le Chiese, non solo Pantalica, ma anche Ferla sarà meta da visitare. – continua il sindaco – La nostra mentalità di cittadini dovrà cambiare e dare maggiore ospitalità. Se Pantalica diventerà o no un sito chiuso, non si sa ancora, in questo momento stanno procedendo tutti i cavilli burocratici, che si spera siano conclusi a fine anno, data in cui è previsto l'arrivo delle targhe UNESCO". L'orgoglio manifestato è tanto ma sorge anche qualche perplessità. "Purtroppo è ancora presto per poter dire ciò che accadrà, bisogna sondare il campo e vedere se la nostra realtà è pronta per ricevere un tale marketing turistico ed eventualmente prepararla. – spiega il presidente del consiglio, Michelangelo Giansiracusa – Noi siamo fiduciosi ma è importante che, anche se dall'esterno si riceveranno contributi e la regione si attiverà per i piani di gestione dell'area, ci sia da parte nostra un impegno nel creare strutture e servizi, cercando di sfruttare al massimo le risorse locali. Tutto questo richiede una grande collaborazione all'interno del tessuto locale al fine di mantenere Pantalica una nostra realtà e di preservarla da invadenze lontane. Per potenziare la ricettività turistica è necessario che le attività di ristoro e alberghiere, collaborino tra loro. Bisogna creare però un sistema di sviluppo base che non stravolga il nostro territorio e che sia confacente con la nostra viabilità". E proprio sul problema delle infrastrutture anche i giovani hanno qualcosa da dire, "Le nostre strade rappresentano un limite e i servizi presenti al momento non sono adeguati – sono le parole di Antonio Latina,un ragazzo di 25 anni che del suo talento di pittore ha fatto un mestiere – tutto dovrebbe partire da noi giovani ma mi accorgo che spesso la nostra voglia di mettersi in gioco è poca. Eppure la nuova realtà di Pantalica potrebbe dar lavoro a molti giovani disoccupati. Certo c'è tanto da lavorare ma speriamo che le istituzioni dal canto loro e i privati dalla loro parte facciano tutto il possibile"
Valeria Misseri