Ferla: Il mercato dei contrasti
Il consigliere comunale Mario Lavia attacca il sindaco: «Vuol farne un inutile auditorium»
Fonte: La Sicilia  del  02 Agosto 2005.

Ferla. Nel mirino dell'opposizione c'è il mercato coperto dei Cappuccini. Mario Lavia, consigliere comunale, contesta la decisione di trasformare il mercato coperto, realizzato negli anni Novanta, per trasformarlo in un auditorium da 600-800 posti. «All'amministrazione interessa soltanto fare appalti e contrarre mutui - dice Lavia.- So che l'attuale sindaco vuole cambiare la destinazione d'uso della struttura».
Il mercato è stato aperto solo saltuariamente. Le precedenti amministrazioni avevano dovuto espropriare dei terreni privati. La critica, fin dal giorno della inaugurazione, era quella della impraticabilità del sito per la sua originaria destinazione commerciale.
Il mercato non si è mai svolto nel punto più alto della città ed è sempre rimasto, nei fatti, al centro del Paese, il martedì.
Le abitudini consolidate nel tempo sono difficili da cambiare e trasportare bestiame, merci, attrezzature per le antiche salite dalle ripide pendenze del 10 per cento si è rivelata una utopia, osserva l'opposizione.
In ogni caso resta la sagoma inutilizzata di un edificio costruito secondo le norme del tempo, ma non utilizzato mai e architettonicamente poco integrato col contesto storico della cittadina montana.
Le preoccupazioni dichiarate da Lavia sono quelle dell'innesco di un circolo vizioso, senza alcuna possibilità di ritorno.
«Il sindaco farà di tutto per cambiare l'originaria destinazione d'uso di quell'edificio - conclude Lavia.- E il risultato sarà soltanto l'acquisizione di nuovi appalti, non certo l'attenzione su come essi verranno eseguiti. Infatti per quanto concerne le opere pubbliche, va a finire, il più delle volte, che queste non sono utilizzabili. E poi è assurdo, direi risibile, pensare a realizzare seicento posti per ascoltare concerti in un paese la cui popolazione, in pochi anni, è passata da 3500 abitanti a 2800».
Le conseguenze di tali decisioni, per Mario Lavia, si ripercuoteranno negli anni a venire sulla popolazione e sulle future amministrazioni comunali.
«A Ferla non c'è una sola opera realmente completata - rimarca Lavia.- Basti pensare alle tribune coperte del campo sportivo. Per ovviare alle manchevolezze di questo caso mancano proprio le coperture. Si contrarranno altri mutui. E a quel punto non basterà pagare fino al 2030, ma ci indebiteremo almeno fino al 2060».
R. R.