| Ferla.
Nel mirino dell'opposizione c'è il mercato coperto dei
Cappuccini. Mario Lavia, consigliere comunale, contesta la decisione
di trasformare il mercato coperto, realizzato negli anni Novanta,
per trasformarlo in un auditorium da 600-800 posti. «All'amministrazione
interessa soltanto fare appalti e contrarre mutui - dice Lavia.-
So che l'attuale sindaco vuole cambiare la destinazione d'uso
della struttura».
Il mercato è stato aperto solo saltuariamente. Le precedenti
amministrazioni avevano dovuto espropriare dei terreni privati.
La critica, fin dal giorno della inaugurazione, era quella della
impraticabilità del sito per la sua originaria destinazione
commerciale.
Il mercato non si è mai svolto nel punto più alto
della città ed è sempre rimasto, nei fatti, al centro
del Paese, il martedì.
Le abitudini consolidate nel tempo sono difficili da cambiare
e trasportare bestiame, merci, attrezzature per le antiche salite
dalle ripide pendenze del 10 per cento si è rivelata una
utopia, osserva l'opposizione.
In ogni caso resta la sagoma inutilizzata di un edificio costruito
secondo le norme del tempo, ma non utilizzato mai e architettonicamente
poco integrato col contesto storico della cittadina montana.
Le preoccupazioni dichiarate da Lavia sono quelle dell'innesco
di un circolo vizioso, senza alcuna possibilità di ritorno.
«Il sindaco farà di tutto per cambiare l'originaria
destinazione d'uso di quell'edificio - conclude Lavia.- E il risultato
sarà soltanto l'acquisizione di nuovi appalti, non certo
l'attenzione su come essi verranno eseguiti. Infatti per quanto
concerne le opere pubbliche, va a finire, il più delle
volte, che queste non sono utilizzabili. E poi è assurdo,
direi risibile, pensare a realizzare seicento posti per ascoltare
concerti in un paese la cui popolazione, in pochi anni, è
passata da 3500 abitanti a 2800».
Le conseguenze di tali decisioni, per Mario Lavia, si ripercuoteranno
negli anni a venire sulla popolazione e sulle future amministrazioni
comunali.
«A Ferla non c'è una sola opera realmente completata
- rimarca Lavia.- Basti pensare alle tribune coperte del campo
sportivo. Per ovviare alle manchevolezze di questo caso mancano
proprio le coperture. Si contrarranno altri mutui. E a quel punto
non basterà pagare fino al 2030, ma ci indebiteremo almeno
fino al 2060».
R. R.
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