Pantalica
Preziosa sintesi di cultura e natura
Fonte: La Sicilia  del  17 Luglio 2005.

Pantalica è un sito, in territorio di Sortino, unico nel suo genere. Qui, infatti, si unisce l'amore per la cultura al piacere per la natura. Così come anche si incontrano il preistoricismo con la storia.
In questo lembo di terra sono scritti 40 secoli di memorie e si sono succedute civiltà che vanno dal periodo neolitico fino al periodo normanno, che risale all'XII secolo, quando nell'anno 1169, in seguito ad un catastrofico terremoto, questi luoghi si spopolarono. Dentro quelle cimquemila tombe a grotticella, che si aprono sui fianchi della montagna di Panatlica, scavate ad alveare, è custodita la storia dei nostri antenati. Per quanto concerne le popolazioni che abitarono questi luoghi è certa la presenza dei Siculi, ma sulle popolazioni primitive che si insediarono nella zona di Pantalica aleggia il mistero.
La colossale opera dell'Anaktoron, portata alla luce dall'archeologo Paolo Orsi, è la prova dell'esistenza di una civiltà e di una società molto evolute, risalenti a più di 20 secoli prima dell'era volgare, ed anteriore alla venuta dei Siculi. Chi fu quel popolo? Quale la città preistorica?
Gli scavi condotti dall'archeologo Luigi Bernabò Brea hanno confermato che qui doveva sorgere la città di Hybla Maggiore. Resta, però, il mistero dell'Anaktoron, la cui costruzione magalitica è simile, anche nel periodo, a quella inglese di Stonehenge. Si differenzia nella forma: l'Anaktoron è rettangolare, Stonehenge è circolare. Per diversi secoli Pantalica è stata la città dei morti, ma diventò quella dei vivi allorchè si rifugiarono qui i sicil-bizantini, incalzati dagli Arabi.
Molte di quelle tombe, che per secoli avevano ospitato i defunti della preistoria, vennero aperte, per essere abitate. Sono di quel periodo le due chiese rupestri di San Micidiario e San Nicolicchio.
Paolo Mangiafico