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Siracusa
e le necropoli rupestri di Pantalica sono da ieri iscritte nella
lista dei beni dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.
Rappresentano insieme il 40° sito italiano ad essere iscritto
nella prestigiosa World Heritage List ed il 5° in Sicilia.
A dare notizia del riconoscimento, atteso da mesi dopo la riunione
del comitato Unesco tenutasi a Parigi lo scorso gennaio e dopo
un lungo iter nel quale trova uno spazio essenziale il piano di
gestione, è stato ieri il sottosegretario di Stato ai Beni
culturali Nicola Bono, titolare della delega all'Unesco.
"Con questo importante riconoscimento - ha dichiarato Bono
- l'Italia consolida la leadership mondiale in seno alla World
Heritage List. L'inserimento di quest'ultimo sito siciliano conferma,
tra l'altro, l'apprezzamento del Comitato del Patrimonio Mondiale
nei confronti della metodologia messa in campo dal Governo italiano,
che ha posto al centro delle proprie candidature la strategia
legata alla redazione dei Piani di gestione".
Questa la motivazione con la quale il Comitato del Patrimonio
Mondiale dell'Unesco ha iscritto il sito nella World Heritage
List:
"L'iscrizione del sito Siracusa e le necropoli rupestri di
Pantalica si giustifica in quanto la colonia di Siracusa, che
occupò il territorio dove si era precedentemente sviluppata
la civiltà preistorica di Pantalica, divenne presto il
più importante centro della cultura greca del Mediterraneo,
primeggiando anche sulle rivali Cartagine ed Atene. A Siracusa
vissero ed operarono importanti personaggi del pensiero e dell'arte
dell'antichità, quali Pindaro, Eschilo e Archimede, il
cui nome è rimasto legato a quello della città.
La stratificazione umana, culturale, architettonica ed artistica
che caratterizza l'area di Siracusa dimostra come non ci siano
esempi analoghi nella storia del Mediterraneo, che pure è
caratterizzato da una grande diversità culturale: dall'antichità
greca al barocco la città è un significativo esempio
di un bene di eccezionale valore universale".
Ma la notizia conferma anche la lungimiranza ed il coraggio avuti
nel rinunciare alla candidatura all'epoca di Noto e Palazzolo,
una candidatura, anche nell'ipotesi di un esito positivo, che
avrebbe umiliato la città.
Le peculiarità di Siracusa, come si evince dalla motivazione,
non si fermano infatti solamente al barocco ma anche ad un patrimonio
materiale e culturale che viene da molto lontano.
Giorgio Italia
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