Siracusa e Pantalica «beni dell'umanità»
Fonte: La Sicilia  del  16 Luglio 2005.

Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica sono da ieri iscritte nella lista dei beni dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.
Rappresentano insieme il 40° sito italiano ad essere iscritto nella prestigiosa World Heritage List ed il 5° in Sicilia.
A dare notizia del riconoscimento, atteso da mesi dopo la riunione del comitato Unesco tenutasi a Parigi lo scorso gennaio e dopo un lungo iter nel quale trova uno spazio essenziale il piano di gestione, è stato ieri il sottosegretario di Stato ai Beni culturali Nicola Bono, titolare della delega all'Unesco.
"Con questo importante riconoscimento - ha dichiarato Bono - l'Italia consolida la leadership mondiale in seno alla World Heritage List. L'inserimento di quest'ultimo sito siciliano conferma, tra l'altro, l'apprezzamento del Comitato del Patrimonio Mondiale nei confronti della metodologia messa in campo dal Governo italiano, che ha posto al centro delle proprie candidature la strategia legata alla redazione dei Piani di gestione".
Questa la motivazione con la quale il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco ha iscritto il sito nella World Heritage List:
"L'iscrizione del sito Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica si giustifica in quanto la colonia di Siracusa, che occupò il territorio dove si era precedentemente sviluppata la civiltà preistorica di Pantalica, divenne presto il più importante centro della cultura greca del Mediterraneo, primeggiando anche sulle rivali Cartagine ed Atene. A Siracusa vissero ed operarono importanti personaggi del pensiero e dell'arte dell'antichità, quali Pindaro, Eschilo e Archimede, il cui nome è rimasto legato a quello della città. La stratificazione umana, culturale, architettonica ed artistica che caratterizza l'area di Siracusa dimostra come non ci siano esempi analoghi nella storia del Mediterraneo, che pure è caratterizzato da una grande diversità culturale: dall'antichità greca al barocco la città è un significativo esempio di un bene di eccezionale valore universale".
Ma la notizia conferma anche la lungimiranza ed il coraggio avuti nel rinunciare alla candidatura all'epoca di Noto e Palazzolo, una candidatura, anche nell'ipotesi di un esito positivo, che avrebbe umiliato la città.
Le peculiarità di Siracusa, come si evince dalla motivazione, non si fermano infatti solamente al barocco ma anche ad un patrimonio materiale e culturale che viene da molto lontano.
Giorgio Italia