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Cassaro.
C'è un visibile crollo di roccia sulla valle dell'Anapo.
Lo segnala il geologo Marco Gallitto sulla scorta di uno studio
effettuato dalla università di Cosenza. Il cattedratico
Pier Giorgio Nicoletti ha redatto un trattato sulle frane sismoindotte,
ossia provocate da terremoti, nella zona orientale della Sicilia.
Un territorio che interessa globalmente circa 4300 chilometri
quadrati, il 17 per cento della superficie dell'Isola e una popolazione
di 800 mila abitanti.
«Se le frane sull'altopiano degli Iblei assommano a 130,
spesso di notevole importanza, in almeno otto casi - dice Gallitto
- le masse dislocate hanno causato sbarramenti fluviali. Il distacco
di materiale roccioso deriva ancora dal terremoto del 1693 che
determinò lo sbarramento del fiume Anapo a valle dell'abitato
di Cassaro. Il lago formatosi per lo sbarramento fu poi interrato.
Successivamente lo sbarramento naturale fu sfondato dall'Anapo.
Questa ricerca vuol prevenire ulteriori danni. Il primo passo
è una mappatura di queste frane, con l'acquisizione di
nuovi dati utili a ricostruire la storia sismica della Sicilia
sud-orientale. «Inoltre - concludono gli studiosi - esiste
la seria eventualità della interruzione, talora multipla,
delle infrastrutture».
R. R.
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