Sortino
Pantalica, volata finale
Fonte: La Sicilia  del  13 Giugno 2005.

Sortino. C'è attesa, nel centro ibleo, per la decisione dell'Unesco che, entro il mese, dovrebbe inserire la necropoli di Pantalica tra il beni patrimonio dell'umanità.
Come in più circostanze è stato evidenziato dal sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono, promotore di questa iniziativa, dell'assessore regionale al Turismo Fabio Granata e del sovrintendente ai Beni culturali Mariella Muti, il riconoscimento dell'Unesco per Pantalica è di estrema importanza, in quanto riconosce all'importante sito protostorico il fondamentale ruolo testimoniale che gli compete. «Pantalica come Micene»: affermava Vittorio Sgarbi mentre visitava questi luoghi che testimoniano lo sviluppo, le vicende e la vita di civiltà presenti in Sicilia prima dei Greci. Luoghi carichi di emozioni perché ancora incontaminati.
«Ormai - dice il sindaco di Sortino Orazio Mezzio - siamo in dirittura d'arrivo. L'imprimatur dell'Unesco darà maggiore lustro a questi luoghi che costituiscono la culla della civiltà sicula».
Qui, infatti, su uno degli altopiani degli Ibeli sorgeva la mitica città di Hybla, che venne fondata da popolazioni autoctone, spinte ad abbandonare le coste per rifugiarsi presso le «cave» dell'entroterra, più sicure e protette, dall'arrivo in Sicilia di nuove popolazioni italiche. Pantalica divenne il cuore di un vero e proprio regno, al quale fonti storiche e leggende hanno collegato la figura del suo ultimo re, Hyblon, consociuto perché concesse ai greci provenienti da Megara, nel 728 a.C., una porzione del territorio lungo la costa, dove venne fondata Megara Hyblaea. All'«Opra dei pupi», considerata già patrimonio dell'umanità dall'Unesco e di cui esiste una marcata espressione a Sortino, presto, potrebbe aggiungersi la necropoli di Pantalica, a chiudere quel cerchio. Nel frattempo si dovrà lavorare - come è stato evidenziato nella recente visita effettuata in questi luoghi dall'assessore regionale ai Beni culturali Alessandro Pagano - per dare ai visitatori tutti quei servizi che possano agevolare la loro permanenza.
Visitare la necropoli, infatti, non è per niente semplice in quanto si devono percorrere sentieri in qualche circostanza anche impervi. Si dovrà fare in modo che nei tanti visitatori resti un'immagine positiva di questi luoghi, aggiungendo all'interesse culturale e paesaggistico, un'accoglienza all'altezza della situazione, altrimenti, al minimo disservizio per il visitatore, non ci sarà Unesco che tenga, ed il «flop» sarà inevitabile.
Paolo Mangiafico