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Per
la festa dei borghi più belli d'Italia si riscopre il paese
che sovrasta Pantalica e che per l'occasione decide pure quale
nome attribuire alla via di fuga realizzata per gestire le situazioni
di emergenza.
«La giornata è andata benissimo - racconta il sindaco
di Ferla, Giuseppe Veneziano.- Abbiamo aderito alla iniziativa
di Legambiente. Sono arrivati i rappresentanti del circolo di
Siracusa e quelli di Noto, che hanno parlato approfonditamente
della problematica delle perforazioni sul Tellaro. Ma soprattutto
è venuta tanta gente per conoscere meglio la nostra città,
e non ha esitato a firmare per lasciare la propria testimonianza
sull'evento.
«Poi c'è stato l'incontro col mondo della cultura
locale - afferma ancora il sindaco Veneziano - al quale ho esposto
le necessità della Unione dei Comuni iblei. Paolo Tuttoilmondo,
di Legambiente, ha anche espresso il desiderio di realizzare durante
l'estate un campo di volontariato civile col patrocinio del Comune».
Di rilievo anche la conferenza collegata sulla raccolta del sangue
nel centro montano, che ha visto Giuseppe Malignaggi relazionare
sull'attività svolta negli ultimi anni.
Luce su Ferla, quindi, ma anche visibilità agli argomenti
che attengono alla sua futura fruibilità.
E per la prima volta anche dimostrazioni elettroniche in piazza,
sintomo di quella "democrazia allargata" cui si era
fatto riferimento per conferire il nome a quella via costruita
per meglio smaltire il flusso veicolare in caso di calamità
naturale.
L'iniziativa era stata proposta dalla popolare tv di quartiere,
Iblea Tv, da Ferlamail, dalla Pro-Ferla Pantalica, da "Bukkeri.it"
e dal sito gestito da Sebastiano Puccio.
Cinque erano le possibilità, tra le quali scegliere, offerte
ai votanti che hanno avuto la possibilità di imbucare personalmente
la cartolina nelle apposite urne distribuite nei bar o di inviare
la risposta via mail stando comodamente seduti da casa.
Le proposte tra cui pronunciarsi: Monti Iblei, Ferlesi nel mondo,
Peppino Impastato, Padre Edoardo e Salvatore Quasimodo.
Con oltre un migliaio di preferenze a proprio favore ha vinto
la concorrenza l'indimenticato frate francescano, padre Edoardo,
che per un trentennio ha retto le sorti del convento formando
più di una generazione.
«E' stata oltre la metà dei voti, in totale 1700,
che ha conferito questo riconoscimento a una persona cui la città
rimane legata da vincoli di affetto», dice il sindaco.
Si è conclusa così la giornata di festa per i borghi
più belli d'Italia. Con la speranza di costruire una via
nuova per lo sviluppo.
R. R.
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