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Ferla.
Mobilitati via internet, nel primo tentativo di democrazia diretta
elettronica, il Comune in collaborazione, la tivù di quartiere
"Iblea TV" e la Pro-Loco, per individuare, tutti insieme,
una denominazione per la via di fuga realizzata a nord del paese,
dove tra l'altro, stanno nascendo nuove abitazioni. Il Comune
non vuol deliberare la denominazione dell'area collegata col campo
di attendamento: vuole invece rimetterla al gradimento della maggioranza
della gente.
L'azione prevede un sondaggio partendo dall'analisi delle proposte
della base. Cinque sono i nomi di riferimento: si può scegliere
tra padre Edoardo Lanteri, Peppino Impastato, Savatore Quasimodo,
"Ferlesi nel Mondo" e "Monti Iblei". In buona
sostanza è quello che in gergo si chiama "e-democracy",
un processo decisionale aperto alle nuove tecnologie per consentire
una "partecipazione allargata" alla vita pubblica e
all'amministrazione della città.
Il nome di una via di fuga per un paese arroccato come Ferla rappresenta
un problema sentito da tutti. Una questione che la sola comunicazione
tradizionale non sarebbe in grado di dipanare completamente. Per
l'occasione l'amministrazione comunale ha già avviato una
campagna d'informazione sulle singole opzioni di manifestazione
del pensiero.
Una volta acquisiti i dati espressi delle persone il momento cardine
avverrà in piazza, domenica 18 maggio, dove sarà
possibile confrontarsi su quanto definito fino a quel momento.
Intanto si parte dalla manifestazione del proprio intendimento
sul sito comunale, ma anche altri quattro siti indipendenti, pubblicizzati
sul luogo elettronico "istituzionale", consentiranno
la scelta di una "via di fuga".
Stanno già piovendo, anche dagli emigranti pendolari all'estero,
le proposte per l'apertura di tracciati alternativi da percorrere
in caso di emergenza.
R. R
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