Ferla.
Si rinnova il fascino dei riti di Pasqua «A sciaccariata» e «a Scisa a Cruci».
Fonte: La Sicilia  del 24 Marzo 2005.

FERLA. Pasqua a Ferla, rito che rivive. Una conferma, questa, di come probabilmente il tempo assuma valore per Ferla, umile e silenziosa per quel suo essere comunità prevalentemente agricola, eppure paradossalmente grande per quel suo straordinario barocco.
La sera di Venerdì Santo, dopo la processione del Crocifisso e dell'Addolorata e la liturgia della Passione del Signore e dell'Adorazione della Croce, alle 21 si rinnoverà il rito della «Predica delle sette parole di Cristo» e della struggente «Scisa a Cruci», con don Alfio Inserra. Seguirà la solenne processione con le effigi del Cristo morto e dell'Addolorata.
Il clou è la pittoresca «Sciaccariata», la fiaccolata che, dopo la solenne veglia pasquale e la messa di Risurrezione, accompagna per tutta la Via Vittorio Emanuele la processione del Cristo Risorto, portato a spalla dai giovani («U Gesummaria ca chiana di cursa») da Piazza San Sebastiano fino al convento dei Cappuccini. Come quando il paese non aveva elettricità ed era necessario illuminare tutto il corso, ancora privo di asfalto, per scongiurare rovinose cadute, anche oggi tutti i ferlesi e i molti visitatori, dai più piccoli ai più grandi, impugnano la cosiddetta «sciaccara», la fiaccola ricavata da arbusti secchi legati fra loro. Uno spettacolo di luce. La luce del Cristo che risorge. La tradizione anche quest'anno si rinnova, grazie all'intervento della Pro Loco, che fa realizzare centinaia di «sciaccare» da offrire gratuitamente ai ferlesi ed ai visitatori.
Il rito della «sciaccariata» precede il commovente «Scontru» di domenica a mezzogiorno, quando «u Gesummaria» e la «Madonna do Scontru», alla fine di una corsa si incontrano in Via Vittorio Emanuele in un clima di esultanza, tra lancio di fettucce e fuochi pirotecnici.
Anche a Cassaro ci sono programmi e appuntamenti per sabato e domenica: sabato a partire dalle 16 e domenica dalle 9.
Salvatore Urso