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FERLA.
Piccoli comuni con gravi problemi di cassa. Patto di stabilità,
spese, limiti e popolazione i riferimenti cui appigliarsi in questo
gioco alla sopravvivenza. L'Ancitel afferma chiaramente che i
comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti sono esclusi
dal patto di stabilità interno e da esso sono escluse le
unioni di comuni al di sotto dei 10 mila abitanti, oltre ai consorzi
di qualunque dimensione.
Ma c'è la beffa dei 25 milioni di euro in meno per la gestione
comune dei servizi. Un tentativo, da quanto è dato vedere,
per niente incoraggiato. E vanno aggiunti altri 112 milioni di
euro in meno originariamente destinati ai piccoli comuni. Quest'anno
ci saranno cinque milioni in meno anche per la condivisione tra
piccoli comuni della gestione di polizia municipale. Tra le voci
presenti nel 2003 e non più rintracciabili nel 2004 l'Anci
fa sapere che gli enti locali non troveranno quelle a titolo di
conguaglio per maggiori o minori introiti derivanti dalla addizionale
energetica.
Il sindaco Giuseppe Veneziano è preoccupato. "La situazione
economico finanziaria è drammatica - dice.- C'è
un trend negativo nei trasferimenti regionali e nazionali che
è qualcosa di pauroso.
Questíanno abbiamo subito ulteriori sostanziosi tagli:
40 mila euro in meno nei fondi ordinari e il fondo degli investimenti,
che ci consentiva di fare delle piccole manutenzioni, è
stato ridotto di ben due terzi. Sinora siamo riusciti ad andare
avanti. Adesso incardiniamo il bilancio. E anche quest'anno la
nostra linea del Piave sarà quella di non aumentare di
un centesimo le tasse locali, soluzione semplicistica. Un eventuale
aumento dell'Ici sarebbe, oltre che impopolare,impopolare, dannoso
per una già stagnante economia. Aumentare l'Ici, i servizi,
l'acqua non rappresenta una linea che noi desideriamo seguire.
Qualcosa dovrà essere tolto per i servizi. Stiamo facendo
un'opera di riduzione delle spese della macchina burocratica.
Altri servizi saranno corrisposti alla popolazione perperiodi
più limitati di tempo.
" Ci sono 20 euro in meno a testa sull'Irpef - conclude Veneziano.
Ma a pagarli è lo stesso utente che si vede costretto a
rinunciare alla refezione scolastica e a tutti quei servizi necessari
alla vita di ogni giorno".
R. R.
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