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FERLA.
L'ingresso della valle di Pantalica nella lista dell'Unesco, assieme
a Siracusa, comporterà l'incremento delle presenze turistiche
in un territorio non in grado, fino ad oggi, di garantire i necessari
servizi ed infrastrutture per coloro che vogliono riscoprire un
territorio dalle caratteristiche uniche. Lo afferma il presidente
del Consiglio comunale, di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, che
si dice però fiducioso sulle prospettive.
«Penso - osserva - che il protocollo d'intesa recentemente
firmato tra Comuni e Provincia vada in questo senso. Si parla
molto di sistema turistico locale, ma bisogna anche avere la capacità
di attrarre i finanziamenti dei privati. Ma occorre la possibilità
di costruire strutture alberghiere e di ricettività in
generale: i Comuni, in linea di principio, sarebbero disposti
a concedere spazio purchè l'incremento economico si verifichi».
La Regione ha reso noto un flusso di dati per Noto, dal momento
in cui la città barocca è entrata a far parte dell'Unesco,
con un incremento del 20 per cento. «La nostra capacità
dev'essere coinvolgere anche i privati per ottenere un risultato
visibile entro i prossimi dieci anni - conclude Giansiracusa.-
Qualcosa sul nostro territorio si sta già muovendo. Due
anni fa non si sapeva neanche cosa fosse un bed and breackfast,
mentre adesso ce ne sono due. Ma occorre mettere a disposizione
il patrimonio immobiliare dei privati per questi scopi. In ogni
caso occorre tenere presente che l'entrata di Pantalica in questo
giro non porterà mai a un turismo di massa, ma piuttosto
a un turismo culturale e non invasivo. Per noi l'occasione decisiva
sarà la revisione del Prg che, con il piano particolareggiato,
diventerà uno strumento decisivo».
R. R.
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