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.C'era anche la delegazione siciliana dei
Comuni montani, guidata da Vincenzo Bastante, al quattordicesimo
congresso dell'Uncem (Unione nazionale comuni enti montani) che
si è tenuto a Roma. Il congresso, che ha riconfermato Enrico
Borghi presidente dell'Uncem, ha registrato il dibattito sulla
governance della montagna da parte dei rappresentanti del governo,
dei partiti politici e degli enti locali.
Per la delegazione siciliana è intervenuto il presidente
del Consiglio comunale di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, che,
a nome dei Comuni montani degli Iblei e di tutta la Sicilia, ha
sottolineato come «il fenomeno dello spopolamento, che coinvolge
tutte le realtà montane del territorio italiano, si acuisca
ancora di più nel sud Italia».
Per per tale motivo Giansiracusa, nel corso del suo intervento,
ha fatto rilevare che diventa decisivo farsi promotori con il
governo regionale di politiche di sostegno e di sviluppo per i
territori montani siciliani.
Inoltre il presidente del Consiglio comunale di Ferla ha evidenziato
come la scelta della Sicilia, nonostante la soppressione delle
Comunità montane nel 1986, di aderire all'Uncem sarà
lo strumento per avviare una interlocuzione con l'associazione
nazionale.
L'intervento del giovane delegato siciliano è stato valutato
positivamente dalla platea congressuale.
Di particolare interesse, anche perchè si è riferito
a quell'assistenzialismo forestale in atto nei Comuni iblei, è
stato l'intervento del capogruppo dei Ds alla Camera, Luciano
Violante.
«La montagna - ha affermato l'esponente dei Ds - non ha
bisogno di una politica di assistenzialismo ma di sviluppo concreto,
mettendosi al passo dei cambiamenti in atto nella politica italiana
ed europea».
Il presidente Enrico Borghi, riferendosi alla delegazione siciliana,
si è augurato che anche in Sicilia si possano ripristinare
le Comunità montane alla luce delle moderne esigenze.
«La montagna - ha detto Borghi - costituisce la cartina
al tornasole della qualità della nostra democrazia, attuale
e futura. La scommessa della nostra associazione, e sono contento
che a farne parte ci sia anche la Sicilia, oggi è quella
di combattere e vincere la sfida della modernità, contribuendo
alla costruzione di un mondo nel quale innovazione, coesione e
tradizione marcino di pari passo e nel quale a ciascuno sia data
l'opportunità di esprimere la propria capacità eliminando
i fattori come l'handicap strutturale e ambientale di contesto».
Paolo Mangiafico
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