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FERLA.
Il Consiglio comunale di lunedì notte non cambia, semmai
acuisce, le posizioni di ostilità fra gli opposti schieramenti
sulla questione della potabilità dell'acqua di sorgente
Malvagìa. Dura la presa di posizione del sindaco, Giuseppe
Veneziano. «Sta diventando insopportabile non tanto per
l'amministrazione quanto per i cittadini: il nostro Comune è
stato uno degli ultimi della provincia ad avere l'acqua 24 ore
su 24 - spiega Veneziano - e ci portiamo dietro ancora i disagi
della parcellizzazione dell'acqua. Il tema è sentito al
contrario di come la pensano i consiglieri di minoranza verso
i quali c'è avversione perché si specula su un problema
molto sentito».
Veneziano afferma che rispetto a 15 anni fa sono cambiati gli
strumenti di rilevazione e di clorazione. «E per la stessa
acqua che arriva a Buccheri il sindaco sta cercando delle fonti
alternative, non per il fatto che l'acqua non sia buona ma perchè
il sollevamento costa troppo - aggiunge Veneziano.- In ogni caso
c'è il controllo continuo dell'Asl».
Dal canto proprio l'opposizione promette che non è ancora
finita. Un estratto dell'esposto indirizzato alla Procura, all'assessorato
regionale Ambiente e al ministero sarà anche inviato alla
città. Nella sintesi di quanto sostenuto si fa presente
che il Comune di Buccheri, il quale utilizza le stesse acque,
era stato avvisato dall'Asl del pericolo il 3 novembre scorso.
In seguito a questa segnalazione il sindaco, Gaetano Pavano, ha
avvisato i cittadini della non potabilità dell'acqua.
Negativo il giudizio dei sei consiglieri di minoranza anche sull'autodifesa
dell'amministrazione ferlese. Se è vero che l'inquinamento
dopo la clorazione è pari a zero - osservano i consiglieri
- è anche vero che durante le piogge la clorazione non
può essere effettuata: una volta finite le precipitazioni,
anzi, sarebbe stata effettuata una "superclorazione",
peraltro dannosa, per la salute.
R. R.
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