|
FERLA. La
Chiesa Madre riapre le porte ai fedeli. Ci sono voluti 18 anni
perché il sacro tempio fosse restituito alla funzione e
al culto. A celebrare la inaugurazione è venuto l'arcivescovo
di Siracusa, monsignor Giuseppe Costanzo. Alla solenne messa hanno
assistito innumerevoli fedeli, rappresentanti delle forze dell'ordine,
delle organizzazioni cattoliche e di volontariato: Gruppo Fratres,
Misericordia, Scout. Erano presenti i sindaco Veneziano, il presidente
del Consiglio comunale, Giansiracusa, la giunta, il comandante
della stazione carabinieri, Puglisi, consiglieri comunali, rappresentanti
sindacali e di sodalizi culturali.
Il parroco, don Roberto Garro, ha espresso la sua immensa gioia
per la riapertura del tempio. L'arcivescovo, all'omelia, ha evidenziato
che la chiesa riaperta al culto, infonde un nuovo vigore ai fedeli.
Sarebbero stati contenti, dicono gli anziani, i due ferlesi don
Cicciu Puddicino e don Tinu u forestieri, il primo sacrista maggiore
e coaudiutore del parroco Sebastiano Costanzo, l'altro, valente
stuccatore che con la sua arte ha allestito la cappella di San
Giuseppe, curandone tutti i particolari, se avessero potuto assistere
alla cerimonia di riapertura e al ripristino dell'orologio della
torre campanaria, fermo da oltre un cinquantennio.
Il sacro tempio, dedicato a San Giacomo Maggiore, costruito nel
1707, è un'opera di stile romanico, nato sulle vestigia
del precedente, costruito in epoca rinascimentale e distrutto
dal terremoto del 1693. Lo stemma del Comune che troneggia al
centro della facciata, ne testimonia l'evento. I lavori di restauro
sono iniziati nel settembre del 2002, e l'opera è costata
un milione e 250 euro.
Salvatore Urso
|
|