Ferla
La Chiesa Madre di Ferla finalmente ritorna al popolo di Dio.
Fonte: "Cammino" Settimanale Diocesano  del  29 Gennaio 2005.

Dopo 18 anni la Chiesa Madre di Ferla riapre le sue porte per accogliere i ferlesi.
Il 31 gennaio alle 20.30 si svolgerà la traslazione alla Matrice del Santissimo Sacramento, dalla chiesa di Sant’Antonio Abate, che ha ospitato la parrocchia. Il 1° febbraio, allo stesso orario, verrà portata in processione la statua di S. Giacomo, acquistata di recente, ed insediata nella sua dimora definitiva. Infine il 2 febbraio alle ore 18.30 verrà celebrata da S.E. l’arcivescovo Giuseppe Costanzo la santa messa solenne, durante la quale si svolgerà il rito di benedizione della chiesa.
La Matrice è l’unica chiesa parrocchiale di Ferla ed è dedicata a San Giacomo Maggiore Apostolo.
La chiesa nel 1693 fu abbattuta interamente dal violento terremoto che colpì la Sicilia Orientale. La ricostruzione avvenne sull’antico sito a spese del Marchese della Ferla, secondo un impianto a mononavata. La facciata era originariamente a tre ordini, il primo dorico, il secondo ionico, il terzo forse non fu mai costruito. Il prospetto è preceduto da un ampio terrazzo a cui si accede per mezzo di una scalinata.
Dal punto di vista strutturale la chiesa è massiccia e imponente, i contrafforti del lato settentrionale danno una chiara idea della robustezza strutturale dell’edificio.
Sul portale principale è scolpita una delle più antiche riproduzione dello stemma di Ferla, bipartito: da una parte un leone rampante che si appoggia ad un albero di ferula, dall’altra un’araba fenice che, uscendo dalle fiamme, spicca il volo verso il sole.
Successiva alla realizzazione del prospetto è la torretta dell'orologio, costruita su un contrafforte sul lato nord. Grazie ai lavori di ripristino, un nuovo orologio è stato collocato sulla torretta e batte le ore come ai vecchi tempi.
L'interno, di ampie dimensioni, ha tre cappelle per ogni lato, più la cappella del Santissimo. L'apparato decorativo degli stucchi e delle sculture è di stile corinzio.
I lavori di ristrutturazione sono stati diretti dall’ingegnere Visentini ed eseguiti dalla ditta Cassano di Mazzara del Vallo.
Ai lati dell’altare maggiore fanno bella mostra gli ottocenteschi stalli del presbiterio, splendidamente restaurati.
Nell’altare laterale del Crocifisso è stata lasciata una balconata che, affacciandosi sul piano sottostante alla pavimentazione, mostra antiche tombe bizantine. Sono visibili anche alcuni particolari architettonici della chiesa rinascimentale rasa al suolo dal sisma del 1693, come un capitello ed un ovale che doveva essere la cornice di una finestra.
Grande giubilo per i Ferlesi che, dopo un così lungo intervallo di tempo, possono di nuovo essere accolti nella Chiesa Madre.

Giovanna Carnemolla