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FERLA.
Sarà a Ferla l'arcivescovo Giuseppe Costanzo per inaugurare
la riapertura della Chiesa Madre mercoledì pomeriggio alle
18 e trenta. A ricordarlo è monsignor Roberto Garro, parroco
di Ferla, che ha seguito l'andamento dei lavori negli ultimi tempi.
Soddisfatto anche il sindaco, Giuseppe Veneziano per la durata
dei lavori che non ha oltrepassato un anno complessivamente.
«Lunedì sera sono iniziate le celebrazioni per l'evento,
con la processione del Santissimo Sacramento - afferma il religioso.-
Stasera invece faremo uscire il Santo al quale è dedicata
la Chiesa, San Giacomo».
Sono previsti, come da tradizione, dei festeggiamenti pirotecnici
che faranno da cornice all'evento. La Matrice, d'altronde, è
chiusa dal sisma del 1990.
I lavori di consolidamento e restauro però, sono iniziati
soltanto lo scorso anno.
La struttura risale al 1707. Si erge su un colle proprio al di
sopra delle fondamenta della vecchia chiesa del 1200, di cui peraltro
si sono perse le tracce. Interessante il parallelismo tra il ritratto
di Sant'Antonio Abate, sull'altare maggiore, e quello presente
ad Avola, nell'omonima chiesa. I ritratti, secondo una ricerca
della studiosa Francesca Gringeri Pantano, sono praticamente identici.
Anonimi ma simili in ogni particolare, a testimonianza della validità
della scuola siciliana di quel periodo, che si avvaleva di talenti
autoctoni.
Ammonta a circa un milione e duecentomila euro il costo sostenuto
per la riapertura dello storico edificio che il culto popolare
ha sempre avvertito come fondamentale nell'espressione del proprio
credo religioso.
R. R.
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