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FERLA.
No alla rimodulazione della rete scolastica siciliana che penalizza
le zone più disagiate. A sostenerlo è il sindaco
di Ferla, Giuseppe Veneziano, il quale è in procinto, assieme
ai colleghi del comprensorio montano, di siglare un comune protocollo
d'intesa.
«Per quanto ne sappiamo si sta per accorpare tutte le scuole
e le direzioni didattiche della zona montana - spiega Veneziano.-
Naturalmente accorpando con le stesse risorse più istituti
scolastici, le conseguenze saranno negative per la fruibilità
dei servizi».
In questa ottica i sindaci della zona si stanno muovendo, unendo
le proprie forze, per scongiurare l'ipotesi di un probabile peggioramento
dei servizi legati alla istruzione pubblica. «Le difficoltà
saranno considerevoli anche per la classe docente, che deve spostarsi
su un territorio mal collegato, a proprie spese, e ricadranno
inevitabilmente sull'anello più debole della catena, cioè
i ragazzi - prevede il sindaco Veneziano.- Per questa ragione
abbiamo già tenuto un vertice con i sindaci di Cassaro,
Buccheri, Buscemi e con i due dirigenti scolastici, del "Ferla-Cassaro"
e del "Buccheri-Buscemi". Dall'analisi comune è
emersa la necessità di stilare un protocollo d'intesa in
grado di opporsi concretamente a questo piano di rimodulazione
scolastica regionale e successivamente studiare tutte le iniziative
idispensabili a scongiurare l'ipotesi che i tre Comuni Buccheri,
Cassaro e Ferla finiscano per avere un unico istituto scolastico,
mentre Buscemi sarebbe accorpata a Palazzolo.
«In questo modo Buscemi diventerebbe una sorta di colonia
di Palazzolo e i fondi disponibili dovrebbero bastare per gestire
i rimanenti tre istituti scolastici, che peraltro servono una
comunità di oltre seimila persone».
Rimane, allo stato attuale delle cose, una sola certezza: la ferma
determinazione dei Comuni coinvolti da questi provvedimenti ad
andare fino in fondo.
R. R.
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