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FERLA.
E' pericoloso adottare la "politica dei due tempi" in
ambito sanitario, ossia intervenire dopo che il danno si è
verificato, secondo il presidente del Consiglio comunale Michelangelo
Giansiracusa.
«Condivido pienamente l'analisi e la presa di posizione
del presidente della Consulta montana, Vincenzo Bastante, circa
le problematiche sanitarie di cui è vittima tutta la zona
montana - esordisce Giansiracusa.- Credo che bisogna seriamente
promuovere una intensa riflessione, senza per questo cercare in
modo spasmodico dei capri espiatori ma assumendo immediatamente
iniziative serie e concertate per garantire decenti livelli di
assistenza sanitaria in tutto il nostro comprensorio».
Dietro questo appello, c'è un'amara considerazione: «Purtroppo
devo constatare - prosegue Giansiracusa - che in Italia, in Sicilia
e in special modo nella nostra provincia si sia afflitti dalla
politica dei due tempi: prima bisogna registrare decessi, disastri
e dissesti, per poi affrontare le loro cause scatenanti».
Giansiracusa lamenta la mancata consapevolezza delle più
elementari norme di prevenzione e pianificazione nel settore,
regolarmente "silenziate" quando termina una situazione
di emergenza.
«Non è bastata la visita della commissione d'inchiesta
del Senato negli ospedali della provincia, lo scorso ottobre,
che registrò più ombre che luci, evidenziando carenze
e disfunzioni nella sanità provinciale - dice l'esponente
politico.- Occorre affrontare con le nostre responsabilità,
ognuno nel rispetto dei propri ruoli, i problemi su scala comprensoriale
e provinciale per uscire dallo stato di torpore che in questo
momento ci contraddistingue».
Secondo Giansiracusa le criticità del servizio sanitario
attanagliano la zona montana. Per questo motivo, a suo avviso,
occorre individuare al più presto soluzioni sistemiche,
perchè la gente non può attendere.
R. R.
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