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FERLA. Aveva finito di battere gli ultimi rintocchi, 50 anni or sono.
L'orologio della torre, annessa alla chiesa Madre, ora torna a scandire il
ritmo della cittadina iblea.
Il restauro è avvenuto contestualmente a quello della chiesa già in fase di
ultimazione.
Il prezioso strumento, carico di memorie, funzionava con un solo quadrante,
poiché gli altri due in dotazione, a est e a ovest del paese erano entrati
in disuso dopo la prima guerra mondiale per avaria dell'arcaico meccanismo.
Ora hanno ripreso a funzionare tutti e tre con lo stesso ritmo.
Le campane che troneggiano sulla sommità della torre sono tornate ad
annunciare "il quarto", la più piccola, e l'ora la più grande. A mezzanotte
suonavano alternativamente, cosi' come alle 4 del mattino, a svegliare la
gente contadina per andare al lavoro, e alle otto per ricordare alle mamme
di preparare i bambini a recarsi a scuola.
Il suono di mezzanotte, secondo il costume di allora veniva chiamato "Piula"
(civetta), mentre quello delle 4 "Ciccanninu".
Durante le novene di Natale dell'epoca il coro popolare osannava il piccolo
di Betlemme con queste parole: "Sona sona lu ciccanninu, viva viva Gesu˘
Bamminu".
S. U.
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