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Priolo. Non
ce l'ha fatta. Paolo Iaci, 50 anni, nativo di Ferla, l'operaio della
Polimeri Europa, rimasto gravemente ustionato in tutte le parti del
corpo a causa di un incendio sviluppatosi all'interno dello stabilmento
del petrolchimico di Priolo, è morto dopo 24 ore esatte di agonia.
L'incidente era avvenuto alle 14 di martedì, ieri l'altro: l'uomo è
spirato alle 14 di ieri nel reparto di rianimazione dell'ospedale
Garibaldi di Catania, dove era stato ricoverato dopo le prime cure
prestategli dal prof. La Greca del centro ustioni dell'ospedale
Cannizzaro.
Paolo Iaci aveva riportato ustioni di I, II e III grado in tutte le
parti del corpo. Le fiamme, sprigionatesi da un serbatoio di 600 litri
contenente il co-catalizzatore cloruro di dietil allumnio, una sostanza
che a contatto con l'aria brucia spontaneamente, l'avevano
completamente avvolto, trasformandolo in una torcia umana. A soccorrere
l'operaio erano stati i suoi colleghi di lavoro, che hanno prontemente
spento le fiamme. Ma questo, purtroppo, non è valso a salvargli la
vita.
Per tutta la giornata di ieri sono continuati i rilevamenti tecnici
effettuati dai Vigili del fuoco e dagli esperti nominati dalla Procura
della repubblica di Siracusa per capire le cause dell'incidente. Il
sostituto procuratore Maurizio Musco, infatti, dopo avere sottoposto
l'impianto a sequestro giudiziario, ha avviato un'inchiesta per
stabilire eventuali responsabilità. Un incidente questo che da quanto è
stato fatto rilevare dalle organizzazioni sindacali, è accaduto in
altre occasioni, e sempre nello stesso impianto di polietilene.
Inoltre, l'incidente diventa ancora di più incomprensibile se si pensa
che l'impianto chimico, di recente, è stato oggetto di una attività di
manutenzione preventiva. Una manutenzione straordinaria costata al
gruppo Eni 70 milioni di euro. L'impianto del ciclo produttivo di
polietilene della Polimeri Europa è sottoposto a fermata tecnica
(durata oltre un mese). Ma se questi sono i risultati c'è molto da
rivedere in questi impianti, che come ha evidenziato il sindaco di
Priolo Massimo Toppi, ormai «scricchiolano, sono arrivati alla frutta».
Paolo Iaci si va ad aggiungere alle oltre 300 vittime che si sono
contate da quando è nato il polo petrolchimico di Priolo, uno dei più
grandi d'Europa. Operai, tutti questi, dell'industria siracusana, i cui
nomi oggi sono ricordati soltanto dalle famiglie. Ieri mattina i
lavoratori del Petrolchimico hanno partecipato dalle 8 alle 10 a uno
sciopero indetto dalla segreteria provinciale della Fulc per
rivendicare maggiori condizioni di sicurezza.
Intanto di quanto è successo alla Polimeri Europa e della morte di
Paolo Iaci si discuterà oggi in occasione dell'incontro sull'Accordo di
programma sulla chimica che si terrà al ministero delle Attività
produttive.
Il sindaco di Melilli, Pippo Sorbello, per competenza teritoriale,
visto che parte degli impianti della Polimeri Europa sono costruiti sul
territorio melillese, ha chiesto al direttore generale dell'Ambiente,
Gianfranco Mascazzini, di formare una commissione e inviarla a Priolo
per fare luce su quest'ennesimo caso di «morte bianca». dal canto suo,
il sindaco di Ferla, Giuseppe Veneziano, ha proclamato il lutto
cittadino per il giorno dei funerali dello sfortunato operaio.
Paolo Mangiafico |
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