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FERLA. Il paese è in lutto per la morte di
Paolo Iaci, definito dal sindaco, Giuseppe Veneziano "una persona
eccezionale".
«La giornata di lutto deve far riflettere - dice Veneziano - sulla
improrogabilità del miglioramento nelle misure di sicurezza all'interno di
un'area industriale, dove peraltro lavorano diversi ferlesi.
«E' drammatico lavorare e morire per portare il pane a casa - dichiara
ancora Veneziano nella giornata di lutto cittadino da lui stesso indetta.- A
distanza di ventiquattr'ore c'è soprattutto il dolore, ma inizia a montare
anche la rabbia».
Già, in questo momento sembra anacronistico dover parlare ancora di
conquiste da realizzare sul posto di lavoro. «Non è possibile che con tutti
questi controlli e con l'esistenza di tutte queste leggi sulla sicurezza si
arrivi a far sì che un operaio diventi una torcia umana - constata il
sindaco.- Tutto ciò ha dell'incredibile».
In paese ci si conosce tutti, avendo la maggioranza delle famiglie dei
rapporti di parentela reciproci e ieri la sensazione della privazione era
tangibile. «Era una persona completamente dedita alla numerosa famiglia,
quattro figli; un uomo in gamba e corretto - ricorda Veneziano,- in grado di
reggere in maniera più che dignitosa le necessità del proprio nucleo.
La disgrazia si poteva evitare».
«Come paesano sono profondamente colpito e
non trovo parole di giustificazione in merito a eventuali manutenzioni
ordinarie e straordinarie non idoneamente effettuate - dice il sindacalista
Tonino Galioto.- Come sindacato stiamo già approfondendo le tematiche
relative a sicurezza e igiene sul lavoro. Sulla sicurezza non si può più
scherzare. Tutto ciò che si può aggiungere non giustificherà mai quanto
accaduto».
Il numero dei lavoratori locali è diminuito parecchio negli ultimi anni, ma
ci sono sempre almeno 35 lavoratori ferlesi nella zona industriale. Per
costoro bisognerà continuare a battersi. «Gli utili ricavati debbono essere
reinvestiti in sicurezza - spiega Galioto.- Se si fa questo, oltre a
conseguire una produzione maggiore, si salvaguarda la salute dei lavoratori:
risparmiare denaro non può arrecare pregiudizio a questi principi». In
sintonia col sindaco il sindacalista ferlese ritrae laci come un «ottimo
padre di famiglia, un onesto lavoratore, un cittadino perfettamente inserito
nella comunità, che mai si è sottratto al suo dovere per tutti coloro che ne
avessero avuto necessità - conclude Galioto.
Ci mancherà, soprattutto in questi giorni,
con la sua luminosità. Per me è come la stella sulla grotta della Natività».
R.R: |
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