Archivio

 

Ferla

Lutto cittadino per il povero Paolo laci

 
 

Fonte: la sicilia.it   del  17  Dicembre 2004.

 
 

FERLA. Il paese è in lutto per la morte di Paolo Iaci, definito dal sindaco, Giuseppe Veneziano "una persona eccezionale".
«La giornata di lutto deve far riflettere - dice Veneziano - sulla improrogabilità del miglioramento nelle misure di sicurezza all'interno di un'area industriale, dove peraltro lavorano diversi ferlesi.
«E' drammatico lavorare e morire per portare il pane a casa - dichiara ancora Veneziano nella giornata di lutto cittadino da lui stesso indetta.- A distanza di ventiquattr'ore c'è soprattutto il dolore, ma inizia a montare anche la rabbia».
Già, in questo momento sembra anacronistico dover parlare ancora di conquiste da realizzare sul posto di lavoro. «Non è possibile che con tutti questi controlli e con l'esistenza di tutte queste leggi sulla sicurezza si arrivi a far sì che un operaio diventi una torcia umana - constata il sindaco.- Tutto ciò ha dell'incredibile».
In paese ci si conosce tutti, avendo la maggioranza delle famiglie dei rapporti di parentela reciproci e ieri la sensazione della privazione era tangibile. «Era una persona completamente dedita alla numerosa famiglia, quattro figli; un uomo in gamba e corretto - ricorda Veneziano,- in grado di reggere in maniera più che dignitosa le necessità del proprio nucleo.
La disgrazia si poteva evitare».

«Come paesano sono profondamente colpito e non trovo parole di giustificazione in merito a eventuali manutenzioni ordinarie e straordinarie non idoneamente effettuate - dice il sindacalista Tonino Galioto.- Come sindacato stiamo già approfondendo le tematiche relative a sicurezza e igiene sul lavoro. Sulla sicurezza non si può più scherzare. Tutto ciò che si può aggiungere non giustificherà mai quanto accaduto».
Il numero dei lavoratori locali è diminuito parecchio negli ultimi anni, ma ci sono sempre almeno 35 lavoratori ferlesi nella zona industriale. Per costoro bisognerà continuare a battersi. «Gli utili ricavati debbono essere reinvestiti in sicurezza - spiega Galioto.- Se si fa questo, oltre a conseguire una produzione maggiore, si salvaguarda la salute dei lavoratori: risparmiare denaro non può arrecare pregiudizio a questi principi». In sintonia col sindaco il sindacalista ferlese ritrae laci come un «ottimo padre di famiglia, un onesto lavoratore, un cittadino perfettamente inserito nella comunità, che mai si è sottratto al suo dovere per tutti coloro che ne avessero avuto necessità - conclude Galioto.

Ci mancherà, soprattutto in questi giorni, con la sua luminosità. Per me è come la stella sulla grotta della Natività».

 

R.R: