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  La "rivolta dei piccoli" sugli Iblei

 I Comuni montani "minori" non accettano disparità all'interno della Unione.

 
 

Fonte: la sicilia.it   del  21 Ottobre 2004.

 
 

BUSCEMI. Si' all'ingresso di Sortino nella Unione dei Comuni, new - entry anche auspicata, ma non si possono cambiare le regole creando i presupposti per l'attecchire di uno spirito di disuguaglianza nella Unione stessa.

Cosi', almeno, la pensano i sindaci di Buscemi, Nellino
Carbè, di Buccheri, Gaetano Pavano, e di Ferla, Giuseppe Veneziano, all'indomani di un clima ufficialmente pacificato dopo le dichiarazioni del vicesindaco di Canicattini sullo "stato della Unione". "Paolo Amenta avrebbe registrato un cambiamento di atteggiamento del presidente dell'Unione, Domenico Nigro, durante l'ultimo incontro - spiega Nellino Carbè, che afferma di parlare anche a nome degli altri due sindaci.- Ma noi
siamo stati sempre favorevoli all'ingresso di Sortino, che adesso starebbe per entrare. Pero' è giusto che Sortino si adegui e rispetti quelle condizioni deliberate nel tempo dai vari consigli comunali".
Per Carbè la presenza di Sortino è sicuramente indispensabile. "Ci manca la sua partecipazione - osserva - anche per antiche tradizioni di amicizia e cultura". Cio' che comunque i tre sindaci ritengono essenziale, al di là dei rinnovati segnali, è rispettare i giusti tempi. "Sarebbe meglio prima entrare nel sistema e poi chiedere di modificarlo".

Ma quali sono, allora, le regole cui si vuole mettere mano? Quella del numero di consiglieri pro - capite, ad esempio. "Qualcuno dei paesi più grandi se li vorrebbe aumentare - precisa Nello Carbè.- Ma cosi' facendo verrebbe meno quello spirito paritario nella Unione, creandosi una sorta di disparità tra grandi e piccoli all'interno dei comuni montani". Questo squilibrio non avrebbe senso e tradirebbe le originarie finalità di costituzione del raggruppamento, che peraltro, secondo Carbè, è stato sin qui ben funzionante.
"Non ci sono comuni più grandi o più piccoli - conclude. - Se non si accetta questo principio siamo pronti anche ad andarcene".

R. R.