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Il Crocifisso del Pintorno e il miracolo della fede.

FERLA. In festa la comunità francescana di S. Maria di Gesù

 
 

Fonte: lasicilia.it   del  28 Agosto 2004.

 
 

FERLA. Ogni anno, puntualmente, nell' ultima domenica di agosto la comunità francescana di S. Maria di Gesù festeggia il SS. Crocifisso.

E' una festa semplice, sobria, ma tanto significativa poiché mette in luce oltre ai valori morali, cristiani, religiosi, quelli umani calandosi in una realtà sociale con una vena acutamente nostalgica di una civiltà contadina ormai scomparsa. Ad avvalorare di più questa tesi è la predica di padre Maurizio che ha tenuto in vita un solenne triduo.

Cosa rende questa festa particolarmente interessante?. La presenza di quel Crocifisso ligneo del Pintorno, del 1633, una rarità dalle nostre parti.
Lo scultore siciliano, che faceva parte della comunità religiosa del convento dei Padri Riformatori di S. Francesco di Assisi con il nome di fra Umile da Petralia Sottana, operò in tutta la Sicilia ed anche in Calabria, perché famoso e richiestissimo proprio per questa venerazione per il Cristo in croce, che egli interpretò in diverse variazioni che recano indelebile e inconfondibile il suo stile e la sua creatività illuminata da una spiritualità intensa, intrisa di sofferto misticismo. Infatti sul retro della croce, lungo la traversa è incisa una scritta, anche se abrasa dal tempo, dalla quale si evince la data dell' opera.                                                          
Questa rimane di interesse notevole per gli studiosi in quanto a pregio artistico, e, soprattutto, perché ha spinto molti studiosi a verificare lí esistenza di altre opere dell' artista. Certa è la scuola da lui fondata presso il convento di S. Antonio a Palermo come pure certa è la diffusione dei suoi seguaci che arrivarono anche in Calabria. Tra questi i più importanti furono fra Angelo da Pietrafitta e padre Giovanni da Reggio Calabria.
Il crocifisso di Ferla presenta tuttavia particolari piuttosto rari da riscontrare in altri simulacri, come per esempio, una spina della corona conficcata nell' orecchio sinistro( particolare presente nel crocifisso di Chiaramonte Gulfi e nell' Ecce Homo di Galvaruso ecc. ) altre tre spine sparse lungo la fronte del Cristo.

La croce ovviamente è quella originale, realizzata in legno di cipresso e con francescana semplicità. La testimonianza della piena maturità dell' artista è rappresentata soprattutto dalla suggestiva e drammatica espressione del volto del cristo, l' anatomia studiata nei minimi particolari, il delicato colore dell' incarnato.

Questo Crocifisso oltre ad essere ammirato dagli studiosi per i suoi pregi artistici è stato oggetto, nella tradizione popolare, di particolare venerazione oggi ancora viva e profondanei fedeli.

Ecco, oggi, Ferla ne tramanda agli altri la propria festa e la sottolinea alla venerazione dei fedeli.


SALVATORE URSO