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FERLA. Il vallone, con il suo carico di rifiuti, esiste da una moltitudine
di anni. E' sempre stato lì, a creare una macchia nel tessuto naturalistico
della vallata che porta a Pantalica.
Vi sono state buttate pure le carcasse di automobili. L'era industriale ha
fatto il resto, con gli elettrodomestici freon-dotati e tubi catodici in
grado di creare riflessi artificiali inconsueti per queste contrade.
Man mano la terra ha stratificato il tutto, nascondendolo anche agli occhi
più smaliziati. Ma la consuetudine di depositare abusivamente rifiuti di
ogni genere è rimasta. Adesso è recintata quest' area, ma l'abbandono dei
rifiuti solidi urbani è possibile ai margini, o lungo le strade, come in
direzione San Martino, dove si è già cominciato a lasciare copertoni di
autovetture e piccoli oggetti della quotidianità.
Comunque di piccoli abbandoni se ne trovano anche andando più avanti,
proprio in direzione della necropoli, a testimoniare la difficoltà di tenere
completamente sotto controllo questo fenomeno, tanto che qualcuno ha dovuto
improvvisare degli artigianali divieti di discarica per salvaguardarsi la
proprietà. Il vallone era stato sequestrato dalla autorità giudiziaria
attorno al 1992. In seguito dissequestrato, adesso, entro marzo, attende il
decreto di finanziamento dei Pit, attraverso cui si potrà finalmente
bonificare.
Il sindaco Giuseppe Veneziano rende noto che per quanto concerne i rifiuti,
proprio in questi giorni, sono arrivate delle attrezzature per migliorare il
conferimento di quelli ingombranti e ferrosi all'isola ecologica, come da
decreto-Ronchi.
Per quanto riguarda il problema principe degli inerti, che attanaglia
l'intera provincia, Ferla è già più avanti perché nell'entroterra esiste
un'area di riciclaggio autorizzata.
«Nel nostro regolamento già esiste l'onere della prova di avere conferito
gli inerti in apposite aree attrezzate», spiega Veneziano riferendosi alla
conferenza dei servizi sulla emergenza rifiuti tenutasi alla Provincia.
Il problema, a Ferla come nel resto della provincia, si avvita su se stesso.
La pubblica amministrazione non mette a disposizione della gente strutture e
servizi adeguati per la tempestiva ed efficace rimozione dei rifiuti. E la
gente se ne libera scaricandoli dove capita, dove trova più comodo
scaricarli, prescindendo da qualsiasi divieto. Così il circolo vizioso gira
e rigira su se stesso. Senza fine. Qui, come altrove, occorrono le strutture
necessarie e poi la vigilanza.
R. R.
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