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FERLA. Gran folla per l'estremo saluto a
Paolo Iaci, l'operaio perito nell'incidente occorsogli nella zona
industriale lo scorso mercoledì. La chiesa di S. Antonio Abate e la piazza
antistante erano piene di gente. Il Comune ha proclamato il lutto cittadino.
A stringersi attorno alla bara del caro Paolo, oltre ai familiari distrutti
dal dolore, c'erano il sindaco Veneziano con la giunta municipale, il
presidente del Consiglio comunale, Giansiracusa, con tutti i consiglieri,
rappresentanti locali e provinciali dei sindacati dei metalmeccanici, Cisl,
Uil, Cgil, Ugl, delle associazioni di volontariato Fratres, Misericordia,
Scout, il direttivo al completo dell'associazione sportiva Ferla.
Il feretro, oltre che da tante corone di fiori, era circondato dai giovani
giocatori del Ferla in tenuta sportiva. L' omelia del parroco don Roberto
Garro è stata incentrata interamente sulla brevità della esistenza del
povero Paolo vissuta all'insegna del lavoro e dell'attaccamento alla moglie
ed ai 4 figli. «Quando il dolore è forte - ha continuato il parroco -
occorre il silenzio, la preghiera».
I negozi, i bar e gli altri locali pubblici hanno abbassato le saracinesche
in segno di lutto. Il sostegno morale alla famiglia è stato unanime, come la
partecipazione e la solidarietà degli amici e di quanti conoscevano Paolo e
la sua famiglia, gente modesta, umile ma attiva e laboriosa.
In tutti è montata rabbia per la mancata sicurezza nei posti di lavoro. Dice
il sindaco: «La partecipazione dei cittadini è stata unanime, come unanime è
il cordoglio. Il fatto che nonostante i controlli un padre di famiglia muore
bruciato è fuori da ogni logica».
Fa seguito il vicesindaco Di Benedetto: «La stragrande partecipazione dei
cittadini dà la misura della personalità umile di Paolo Iaci. Piangiamo
sulla sua tomba con la consapevolezza di sottolinearne il carattere docile e
partecipativo».
Anche il presidente dell'A. S. Ferla, Pisasale, ha voluto dire la sua: «Da
tempo Paolo militava nell' A. S.; aveva innata la passione per il calcio.
Non mancava mai una domenica al seguito della squadra. Tutti ricordano il
suo operato, espresso nel senso della moderazione e della conciliazione.
Pieno di vita come lui era non ci aspettavamo questa immatura fine. Il
cordoglio è immenso».
A rendere ancora più drammatica l'assemblea ecclesiale è stata la figlia
Giovanna che, con grande amore filiale, ha invitato la madre e i fratelli ad
avere coraggio e forza per superare l'immane perdita. Ha continuato
ringraziando tutte le autorità civili e l'immensa folla che ha voluto
rendere omaggio al suo caro genitore.
Salvatore Urso
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