LA FESTA DI MARIA
SS. DELLA NEVE A GIARRATANA:
LA STORIA, IL CULTO IL
FOLKLORE. UNA TRADIZIONE CHE SI RINNOVA NEI SECOLI NELL’ANIMO
DI UN POPOLO
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Giarratana è una città
antica, le cui origini si perdono nella lunga notte della storia. E’
una cittadina misteriosa nei meandri delle latomie, magica nelle sue
ville romane, misteriosa nel sacro silenzio del centro storico. Solo
intorno al 1400 si anno notizie certe dell’abitato, quando la
contea di Modica passa sotto il controllo della ricca e potente famiglia
dei Cabrera.
L’antica Giarratana sorgeva in una vallata più al nord
dell’attuale abitato, in prossimità e alle pendici di Monte
Lauro, ma, l’undici gennaio del 1693 un terribile terremoto riduce
in macerie l’intera val di Noto, della quale Giarratana era parte
integrante. Gli abitanti di Giarratana, animati da Cristiana speranza
e spinti da nobili ideali, decisero di ricostruire il paese a 3 km più
a sud sulle falde di una ridente collina, chiamata “puojo re ddisi”,
che guarda verso mezzogiorno.
L’odierna Giarratana splende nel calcare dorata che ha modellato
i suoi palazzi signorili e le superbe chiese che si innalzano a toccare
il cielo con le loro splendide facciate barocche.
Il centro storico “U cuozzu” è diventato oggi un
museo a cielo aperto, dove la vita sembra essersi fermata ai ritmi e
alle abitudini di più di mezzo secolo fa.
E’ in questa cornice che ogni anno agli inizi di agosto si svolge
la festa in onore alla Madonna della Neve, Patrona Principale dell’abitato.
Le origini del culto sono plurisecolari. Il documento più importante
che convalida maggiormente questo culto è un editto del 20 maggio
1643 di Re Filippo IV di Spagna, il quale nel rendere grazie alla Vergine
, nell’avergli dato un erede al trono, decreta che in tutti i
comuni dei Suo regno si poteva elevare l’immagine di Maria, sotto
qualunque titolo si volesse dagli abitanti, a Patrona Principale e massima
Protettrice, esibendo l’immagine di maggiore devozione nel luogo.
Fu così che gli abitanti di Giarratana, convocati nel Consiglio
del Popolo, unanimemente, ufficializzarono la loro volontà di
onorare l’Immagine di Maria della Neve con il titolo di “Patrona
Principales Civitates Jarratanae”.
Il Clero ed i Giurati Antonio Di Bartolo, Francesco Palma e Filippo
Fusillo, prendono atto del parere del Consiglio del Popolo e della lettera
del Vicerè del 21 gennaio 1644 inviata a Giarratana per mezzo
del Vescovo di Siracusa Mons De Rubeis; ricevendo infine parere favorevole
da parte della Congregazione dei Riti presso il Pontificio Uffizio alla
proclamazione a Patrona di Maria della Neve.
Il 5 agosto 1644 si proclama solennemente e unanimemente MARIA SS. DELLA
NEVE PATRONA PRINCIPALIS DI GIARRATANA.
Il 5 agosto la cittadina viene svegliata dallo scampanio delle campane,
dal fragore dei mortaretti e dalle dolci note della banda musicale che
passa per le vie cittadine.
Il momento più caratteristico, atteso e preparato per un intero
anno, è per mezzogiorno, quando, dopo la Solenne Celebrazione
Eucaristica escono dalla Basilica si Sant’Antonio Abate gli stendardi
e, annunciata dallo squillo delle trombe egiziane, accompagnata dal
lancio di raffiche di “Nzaiareddi” dallo sparo ininterrotto
di mortaretti si assiste alla spettacolare “SCIUTA”. Il
Venerato Simulacro della Santa Patrona attraversa l’elegante portale
barocco e compare sul sagrato tra le grida di giubilo dei portatori
e la commozione delle centinaia di persone che lo attendono. Inizia
così una fantastica processione tra le vie del centro storico
e scende verso la Chiesa di San Bartolomeo Ap. che visita e dove vi
si recita l’Angelus Domini. La processione rientra intorno alle
13,30 in Chiesa madre dove sosta per tutto il vespro.
Come non assopare il sapore antico delle cuddure e delle pagnuccate,
pani e dolci tipici offerti in voto alla Patrona, venduti all’incanto
nel pomeriggio della festa?
La sera all’imbrunire, una seconda processione che, dalla Chiesa
Madre, alla presenza delle Autorità Civili e Militari, dopo un
giro della parte nuova dell’abitato, riaccompagna il Simulacro
dell’amata Patrona nella Basilica di Sant’Antonio A. con
il tradizionale e commovente rientro del Simulacro a spalla.
A mezzanotte uno spettacolare intrattenimento pirotecnico chiude i festeggiamenti
in onore della Patrona.
E’ la festa della Patrona sempre uguale ma diversa da centinaia
di anni.