Home
Programma
Rassegna Stampa
Fotogalleria
Web Radio
Ferla Fest
Links

Sulle antiche scale di Ferla tra mille «magie» musicali

Carlo Muratori e Peppe Voltarelli protagonisti a Lithos. Anche quest’anno Ferla è stato al centro dell’attenzione per un binomio che mostra sempre più di funzionare: musica e cultura"Scusi, c'è Fabrizio? Sono…chiamo dalla Sicilia". Dall'altra parte del cavo, risponde una voce di donna. "Aveva un appuntamento?". La voce è quella di Dori Grezzi, la telefonata parte da Siracusa, a comporre il numero Carlo Muratori. Fabrizio era il grande De André. Era il 1996, il cantautore genovese aveva mostrato un forte interesse per la musica di quell'artista che con Stella Maris aveva incantato buona parte della critica di settore. De André voleva assolutamente confrontarsi con lui. "Abbiamo parlato per tre quarti d'ora, senza cali di tensione, senza silenzi - ricorda ancora oggi Muratori - Cantare le sue canzoni non è stato più lo stesso per me". Eppure, sulla gradinata dei Cappuccini, a Ferla, l'empatia si è trasformata in un concerto straordinario, con tutto De André sul palco, e un convivio di ottimi musicisti: intanto il duo Muratori e Peppe Voltarelli ("Don Raffaè"); Mario Incudine (Bocca di Rosa in dialetto); Ugo Mazzei (Creuz de mà); Gregorio Lui (La canzone dell'amore perduto); e ancora Claudio Alibrandi, Enzo Augello, Francesco Bazzano, Marco Carnemolla, Eliana Esposito.
Doveva essere così, Lithos doveva aprire necessariamente con un omaggio al poeta genovese. Identica celebrazione del talento, Lithos nella sua ouverture, e quindi spettacolo nello spettacolo: Peppe Voltarelli ha regalato al pubblico gli inediti del suo nuovo disco da solista, dopo la separazione dalla band storica "Parto delle Nuvole Pesanti". Presenze record anche quest'anno per la rassegna giunta all'ottavo anno di vita. Michele Piccione ha aperto le porte del suo laboratorio di tecniche esecutive su tamburi a cornice, visitabile fino a stasera. Il programma è proseguito sulla scalinata dei Cappuccini con gli Aptal: Giorgio Rizzo, percussioni; Vassily Kakos, giuras e oud; Marco Corbino, chitarra.
Gli Aptal hanno proposto un viaggio, un desiderio, una trasmigrazione sonora, che, partendo dalla Grecia, passa per la Turchia e si bagna nel mar Egeo. Aptal in lingua turca vuol dire lentidi ovvero comprendonio, per via delle strane danze in ritmica praticate in Grecia e in Turchia. Durante il concerto è stato possibile ascoltare strumenti come l'oud arabo, il giuras greco, lo zarb, il darbokka, il doum back. Dopo gli Aptal si sono esibiti i Calicanto: Roberto Tombesi, mandola, liuto, organetto; Claudia Ferronato, voce; Francesco Ganassin, clarinetto, ocarina; Giancarlo Tombesi, contrabbasso. Il gruppo nasce nel 1981, con l'attenzione rivolta agli studi etnomusicali sul territorio veneto. La ricerca sul campo parte da Roberto Tombesi cui si unisce, nella metà degli anni Ottanta, il contributo di Marina Dalla Valle e di Guglielmo Pinna. Nel 2004, si intensifica il lavoro di ricerca sulle musiche dei Colli Euganei con la collaborazione di Giuseppina Garro; nel 2005, la ricerca trova compimento con il cd Isole senza mar, premiato, dall'Accademia Charles Cros, ritenuto tra i migliori fino ad allora prodotti nel panorama del World Music.
Ricordiamo infine che fino a stasera è possibile visitare gli stand di prodotti tipici locali. L'ingresso a Lithos è libero.
L. S.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

powered by sebastianopuccio.com
Tratto da La Sicilia.it_02 Settembre 2007