Lithos 2005 sesta rassegna nazionale di musica popolare, acustica e contemporanea
 
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Muratori, Sepe e la Politi che ha cantato Rosa Balistreri
Successo di “Lythos” a Ferla

FERLA. Scongiurato il temporale che fino a sera ha bagnato gran parte del Siracusano, si è chiusa nel segno del folk storico di Matilde Politi e dell'etno-jazz di Daniele Sepe la sesta edizione di Lithos, rassegna nazionale di musica popolare che per quattro giorni ha fatto di Ferla, la porta naturale alla riserva di Pantalica, il centro della cultura degli Iblei. Il bilancio non può che essere positivo per questa seconda edizione solo ferlese, dopo le prime quattro itineranti per la provincia di Siracusa, considerato che la Scalinata che discende dal Convento dei Frati Cappuccini ha ospitato in tre giorni di concerti 5.000 persone. Numeri che fanno capire come la musica di radice popolare, che solitamente non si ascolta attraverso i tradizionali circuiti commerciali, ha un pubblico ragguardevole.
" Raccontare, divulgare, questo tipo di musica non è facile - ha dichiarato il direttore artistico, il cantautore siracusano Carlo Muratori - . Noi che crediamo in questo genere non abbiamo avuto finora vita facile. Ferla l' ha ospitata in maniera unica e per questo ringrazio il sindaco Giuseppe Veneziano che mi ha dato il coraggio di continuare". Molto soddisfatto il primo cittadino: "L'anno scorso la scommessa, quest' anno la certezza. Un successo che si abbina al successo delle pietre di Pantalica che ora sono patrimonio dell' Umanità grazie allíUnesco".
Il festival ha vissuto tre giorni di musica di alto livello nobilitati dal seminario tenuto dal professore Sergio Bonanzinga, etnomusicologo dell' Università di Palermo. Radici e ricerca sono stati il punto comune dei concerti a cominciare dall' esibizione dell' ennese Mario Incudine che ha saputo coniugare la tradizione mediterranea con echi "nordici". Coinvolgente per il folto pubblico anche la performance degli etnei 'Na Maravigghia.
Sabato i caroselli folklorici del gruppo Dazera di Enna seguito dal canto del settantenne leonfortese Angelo Cammarata. I Voce 'e popolo, gruppo siculo-partenopeo, hanno ripercorso il repertorio napoletano classico e hanno presentato un inedito "Fiore de maggio", scritto da Carlo Muratori il quale ha poi offerto un' esibizione molto intensa.
Domenica al ritmo del tamburo protagonista del laboratorio condotto dal musicista palermitano Michele Piccione. Emozionante l' esibizione della palermitana Matilde Politi interprete del repertorio storico siciliano raccolto da Favara e del ricco canzoniere di Rosa Balistreri. Trascinante e travolgente il live di Daniele Sepe.
La performance è finita all' 1.30 con una jam session con Muratori che ha coinvolto la band di Sepe in una collettiva versione di "Vitti 'na crozza".

Fonte La Sicilia del 06 Settenbre 2005