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FERLA. Scongiurato
il temporale che fino a sera ha bagnato gran parte
del Siracusano, si è chiusa nel segno del
folk storico di Matilde Politi e dell'etno-jazz
di Daniele Sepe la sesta edizione di Lithos, rassegna
nazionale di musica popolare che per quattro giorni
ha fatto di Ferla, la porta naturale alla riserva
di Pantalica, il centro della cultura degli Iblei.
Il bilancio non può che essere positivo per
questa seconda edizione solo ferlese, dopo le prime
quattro itineranti per la provincia di Siracusa,
considerato che la Scalinata che discende dal Convento
dei Frati Cappuccini ha ospitato in tre giorni di
concerti 5.000 persone. Numeri che fanno capire
come la musica di radice popolare, che solitamente
non si ascolta attraverso i tradizionali circuiti
commerciali, ha un pubblico ragguardevole.
" Raccontare, divulgare, questo tipo di musica
non è facile - ha dichiarato il direttore
artistico, il cantautore siracusano Carlo Muratori
- . Noi che crediamo in questo genere non abbiamo
avuto finora vita facile. Ferla l' ha ospitata in
maniera unica e per questo ringrazio il sindaco
Giuseppe Veneziano che mi ha dato il coraggio di
continuare". Molto soddisfatto il primo cittadino:
"L'anno scorso la scommessa, quest' anno la
certezza. Un successo che si abbina al successo
delle pietre di Pantalica che ora sono patrimonio
dell' Umanità grazie allíUnesco".
Il festival ha vissuto tre giorni di musica di alto
livello nobilitati dal seminario tenuto dal professore
Sergio Bonanzinga, etnomusicologo dell' Università
di Palermo. Radici e ricerca sono stati il punto
comune dei concerti a cominciare dall' esibizione
dell' ennese Mario Incudine che ha saputo coniugare
la tradizione mediterranea con echi "nordici".
Coinvolgente per il folto pubblico anche la performance
degli etnei 'Na Maravigghia.
Sabato i caroselli folklorici del gruppo Dazera
di Enna seguito dal canto del settantenne leonfortese
Angelo Cammarata. I Voce 'e popolo, gruppo siculo-partenopeo,
hanno ripercorso il repertorio napoletano classico
e hanno presentato un inedito "Fiore de maggio",
scritto da Carlo Muratori il quale ha poi offerto
un' esibizione molto intensa.
Domenica al ritmo del tamburo protagonista del laboratorio
condotto dal musicista palermitano Michele Piccione.
Emozionante l' esibizione della palermitana Matilde
Politi interprete del repertorio storico siciliano
raccolto da Favara e del ricco canzoniere di Rosa
Balistreri. Trascinante e travolgente il live di
Daniele Sepe.
La performance è finita all' 1.30 con una
jam session con Muratori che ha coinvolto la band
di Sepe in una collettiva versione di "Vitti
'na crozza".
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