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La pioggia incessante del fine
settimana non ha scoraggiato l’ appassionato
pubblico di “Lithos”, accorso numeroso
nella scalinata del convento dei Cappuccini di Ferla
per assistere domenica alla serata conclusiva. Un
successo oltre le attese che ha visto come protagonisti
la voce fiera e malinconica di Matilde Politi e
l’ eno-jazz del compositore partenopeo Daniele
Sepe, accompagnato dal poliedrico gruppo “Art
essemble of Soccavo” con cui si è esibito
in uno spettacolo travolgente, una miscela di critica
sociale e brani ironici terminata a notte fonda.”Raccontare
e divulgare questo tipo di musica è molto
difficile – spiega il direttore artistico
Carlo Muratori – ma l’ amministrazione
di Ferla mi ha dato il coraggio di continuare.”
Soddisfatto anche il primo cittadino Giuseppe Veneziano.
“ l’ anno scorso – ha dichiarato
– la scommessa, quest’ anno la certezza.”
La continua ricerca delle tradizioni popolari ha
caratterizzato tutti i concerti del festival, aperto
venerdi dalle composizioni mediterranee di Mario
Incudine e dai catanesi “ Na Maraviglia”
per proseguire sabato con le melodie napoletani
dei “Vocè e Popolo” e l’
esibizione di Carlo Muratori, che ha presentato
il suo ultimo album “Sicily”, dedicando
prima un minuto di silenzio per i morti nella catastrofe
di New Orleans e per le vittime del’ uragano
“ Katrina”.
L’ intera rassegna è stata accompagnata
del ritmo dei tamburi a cornice in legno di faggio
e pelle di capra, costruiti dai partecipanti al
laboratorio curato da Michele piccione. “
Questa rassegna rappresenta un trampolino di lancio
per i giovani alla ricerca di musiche popolari –
prosegue Muratori, ribadendo l’ importanza
del progetto – un modo di intendere a fare
arte al di fuori dei circuiti commerciali, pechè
la musica che viene da lontano non morirà
mai.”
Chiara Antonuccio
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