| Soddisfazione in
Giuseppe Veneziano, sindaco di Ferla, per il legame
a filo doppio che si è creato con la rassegna
diretta da Carlo Muratori che crea un percorso unico
che porta fino all'unicità naturale del sito
di Pantalica. Ama il jazz contaminato di radici
popolari di Daniele Sepe e la rilettura contemporanea
delle radici musicali siciliane fatta da Carlo Muratori:
per Giuseppe Veneziano, sindaco di Ferla dal 1997,
rieletto nel 2002, l'appuntamento con Lithos è
un "must" irrinunciabile. Nato nel 1961,
laureato in medicina e chirurgia, sposato con due
figli, Veneziano insieme ai genitori ha provato
le profonde contraddizioni che colpiscono un bambino
e un adolescente emigrato: da un lato le amarezze
per essere visti e trattati come straniero, dall'altro
la possibilità di vedere modi diversi di
stili di vita e di fare tesoro di esperienze agli
antipodi. Ecco perché Veneziano ha ben chiaro,
quindi, il valore del territorio d'origine e l'aver
"sposato" in pieno la filosofia di Lithos
va proprio in questo senso. «Da tempo eravamo
alla ricerca di una rassegna che potesse legare
il proprio nome al piccolo comune di Ferla –
spiega –. Da due anni Ferla ha legato il suo
nome a Lithos, rassegna di musica popolare, che
da itinerante è diventata stanziale grazie
anche alla nostra volontà che si fermasse
qui».
Ferla in questo periodo vive un momento di fervore
da quando il sito di Pantalica, che lega il piccolo
comune ibleo a Sortino e a Cassaro, è stato
elevato a patrimonio dell'umanità grazie
all'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite
per la promozione culturale. Ecco, quindi, in quale
contesto si innesta Lithos, rassegna che il suo
fondatore e direttore artistico Carlo Muratori ha
voluto legare proprio al concetto culturale di Pietra:
«La Patria di Lithos non poteva essere che
Ferla, il piccolo centro ibleo, che si erge a guardia
di una delle opere, guarda caso, in Pietra (lithiche)
più affascinanti e ricche di storia della
Sicilia: Pantalica».
«Non volevano accontentarci di una sagra –
prosegue Veneziano – né volevamo seguire
i già brillanti esempi di comuni vicini,
vedi il Medfest di Buccheri. Volevamo qualcosa di
originale. Per questo devo ringraziare Carlo Muratori
per l'aiuto che ci ha dato portando da noi Lithos.
Ed è stato un successo». Medfest a
Buccheri, Lithos a Ferla, gli Iblei siracusani,
come non mai, oggi sono vivi e promotori di cultura
come riassume il sindaco Veneziano. «E uno
degli obiettivi dell'Unione dei Comuni della valle
degli Iblei – che comprende Ferla, Cassaro,
Buccheri, Buscemi, Palazzolo Acreide e Canicattini
Bagni e, nel prossimo futuro, comprenderà
anche Sortino – è proprio l'unicità
di intenti nell'organizzazione di manifestazioni
molto importanti per la valorizzazione del territorio
collocandole in uno spazio temporale idoneo in modo
che non ci siano sovrapposizioni».
Ferla, quest'anno, metterà del proprio nell'organizzazione
di Lithos, aggiungendo alcune inziative organizzate
dall'Associazione Pro Ferla Pantalica. Nel dettaglio
si tratta di una mostra fotografica a cura di Sebastiano
Puccio sui particolari del Barocco e del Liberty
di Ferla e la Necropoli di Pantalica recentemente
riconosciuta Patrimonio dell'umanità dall'Unesco,
un'esposizione di lavori artigianali locali e uno
stand per la degustazione di olive condite, patè
d'olive e peperoncino.
Gianni Nicola Caracoglia 18 Agosto |