Lithos 2005 sesta rassegna nazionale di musica popolare, acustica e contemporanea
 
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«Con Lithos vivono gli Iblei» di Gianni Nicola Caracoglia

Soddisfazione in Giuseppe Veneziano, sindaco di Ferla, per il legame a filo doppio che si è creato con la rassegna diretta da Carlo Muratori che crea un percorso unico che porta fino all'unicità naturale del sito di Pantalica. Ama il jazz contaminato di radici popolari di Daniele Sepe e la rilettura contemporanea delle radici musicali siciliane fatta da Carlo Muratori: per Giuseppe Veneziano, sindaco di Ferla dal 1997, rieletto nel 2002, l'appuntamento con Lithos è un "must" irrinunciabile. Nato nel 1961, laureato in medicina e chirurgia, sposato con due figli, Veneziano insieme ai genitori ha provato le profonde contraddizioni che colpiscono un bambino e un adolescente emigrato: da un lato le amarezze per essere visti e trattati come straniero, dall'altro la possibilità di vedere modi diversi di stili di vita e di fare tesoro di esperienze agli antipodi. Ecco perché Veneziano ha ben chiaro, quindi, il valore del territorio d'origine e l'aver "sposato" in pieno la filosofia di Lithos va proprio in questo senso. «Da tempo eravamo alla ricerca di una rassegna che potesse legare il proprio nome al piccolo comune di Ferla – spiega –. Da due anni Ferla ha legato il suo nome a Lithos, rassegna di musica popolare, che da itinerante è diventata stanziale grazie anche alla nostra volontà che si fermasse qui».
Ferla in questo periodo vive un momento di fervore da quando il sito di Pantalica, che lega il piccolo comune ibleo a Sortino e a Cassaro, è stato elevato a patrimonio dell'umanità grazie all'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite per la promozione culturale. Ecco, quindi, in quale contesto si innesta Lithos, rassegna che il suo fondatore e direttore artistico Carlo Muratori ha voluto legare proprio al concetto culturale di Pietra: «La Patria di Lithos non poteva essere che Ferla, il piccolo centro ibleo, che si erge a guardia di una delle opere, guarda caso, in Pietra (lithiche) più affascinanti e ricche di storia della Sicilia: Pantalica».
«Non volevano accontentarci di una sagra – prosegue Veneziano – né volevamo seguire i già brillanti esempi di comuni vicini, vedi il Medfest di Buccheri. Volevamo qualcosa di originale. Per questo devo ringraziare Carlo Muratori per l'aiuto che ci ha dato portando da noi Lithos. Ed è stato un successo». Medfest a Buccheri, Lithos a Ferla, gli Iblei siracusani, come non mai, oggi sono vivi e promotori di cultura come riassume il sindaco Veneziano. «E uno degli obiettivi dell'Unione dei Comuni della valle degli Iblei – che comprende Ferla, Cassaro, Buccheri, Buscemi, Palazzolo Acreide e Canicattini Bagni e, nel prossimo futuro, comprenderà anche Sortino – è proprio l'unicità di intenti nell'organizzazione di manifestazioni molto importanti per la valorizzazione del territorio collocandole in uno spazio temporale idoneo in modo che non ci siano sovrapposizioni».
Ferla, quest'anno, metterà del proprio nell'organizzazione di Lithos, aggiungendo alcune inziative organizzate dall'Associazione Pro Ferla Pantalica. Nel dettaglio si tratta di una mostra fotografica a cura di Sebastiano Puccio sui particolari del Barocco e del Liberty di Ferla e la Necropoli di Pantalica recentemente riconosciuta Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, un'esposizione di lavori artigianali locali e uno stand per la degustazione di olive condite, patè d'olive e peperoncino.

Gianni Nicola Caracoglia 18 Agosto

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