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Ferla, Citta’ del Santissimo Sacramento
 
 
 
 
Da giovedì 1 febbraio i Ferlesi avranno la possibilità di poter adorare in qualsiasi momento della giornata il Santissimo Sacramento, in esposizione perpetua nella cripta della Chiesa Madre. Da sempre i Ferlesi hanno nutrito una profonda venerazione per il Santissimo Sacramento, come viene provato dai vari turni di quarantore che si susseguono con regolarità, nelle diverse chiese del centro ibleo, durante tutto l’arco dell’anno liturgico. Non a caso, nella zona absidale, sopra l’altare maggiore della Chiesa Madre, si può ammirare l’apoteosi del Santissimo Sacramento, un enorme ostensorio in stucco, artisticamente lavorato, circondato da una doppia corona di angeli. Infine, in vari punti del paese, spesso in cortili o in angoli nascosti, quasi a proteggere l’intimità di colui che, pregando, si rivolge al Padre, esistono numerose edicole, tutte precedenti il terremoto del 1693, nelle quali viene rappresentato il Santissimo Sacramento, nelle forme dell’ostensorio.
Sensibile ai bisogni delle pecorelle a lui affidate, Don Roberto Garro, parroco di Ferla, ha pensato di adibire la cripta della Chiesa Madre alla perenne esposizione del Santissimo Sacramento.
Un ambiente semplice ed accogliente nello stesso tempo, con volta ad archi a crociera in pietra viva, nel passato adibito ai più svariati usi: carretteria, ospedale per i pellegrini, luogo di esibizione dell’opera dei pupi, sala di esercitazione per la banda musicale, piccolo museo dove esporre le pietre tombali o gli altri reperti appartenenti alle varie stratificazioni della Chiesa Madre, più volte riedificata nello stesso sito. Per l’occasione, i lavori di adattamento della cripta sono stati eseguiti da abili ed esperti artisti ed artigiani locali, che hanno realizzato un ambiente suggestivo e raccolto, adatto alla preghiera ed all’incontro consolatore con il Padre.
L’intronizzazione del Santissimo nella cappella è stata preceduta dalla celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Madre, cui hanno preso parte le autorità civili e militari di Ferla. Erano presenti le varie associazioni religiose parrocchiali ed extraparrocchiali. Un momento suggestivo, durante la celebrazione, si è avuto quando il tenore Pirruccio di Palazzolo Acreide ha intonato il canto “Panis angelicus”, creando emozione tra i fedeli. Subito dopo una breve processione per le principali vie del centro ed infine una veglia sentita e partecipata.
A conclusione don Roberto ha affidato la cappella a tutti i Ferlesi, soprattutto ai giovani, convinto che Nostro Signore sa “ quando deve chiamare, come deve chiamare, chi deve chiamare”.
Giovanna Carnemolla