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Chiesa del Carmine
Dal
Pirro si apprende che dentro il perimetro del centro urbano antecedente
al terremoto del 1693 esistevano un convento e una chiesa dedicati
a Santa Maria del Carmelo. L'antico sito, ricercato dal Motta,
viene individuato a valle nei pressi del torrente che divide il
territorio di Feria da quello di Cassaro.
La
nuova costruzione fu registrata da Vito M. Amico dal quale si
apprende che l'originario convento dei carmelitani doveva esistere
già dal XV secolo.
Il
convento fu abolito nel 1789. La chiesa settecentesca fu costruita
all'inizio del nuovo percorso urbano, secondo uno schema tipologico
ricorrente nella Sicilia Orientale e particolarmente diffuso nei
centri iblei.
La
facciata ha un impianto a torre ed è divisa in due ordini
architettonici, il primo dorico, il secondo ionico.
Il
primo ordine è chiuso da due alte paraste, nella cui tessitura
interna si inscrive un ampio portale sormontato da una finestra-lucernario
ricca di decori e di intagli. Segue una spessa trabeazione con
una cornice marcapiano in forte aggetto.
Nel
secondo ordine si imposta una loggia campanaria a tré
luci che fuoriesce dal piano di contenimento delle coperture,
ciò al fine di dare un senso di verticalità e di
snellezza al prospetto.
La
loggia è chiusa lateralmente da due volute spiraliformi
che creano la linea continua della costruzione. Il prospetto è
interamente realizzato con conci squadrati di pietra da taglio
bianca.
L'impianto
planimetrico interno è a mononavata ed ha un forte sviluppo
longitudinale. L'articolazione architettonica è basata
su una tessitura strutturale che compone cinque maglie per lato.
La
composizione degli elementi costruttivi e decorativi determina
una tessitura architettonica composita, di gusto popolare. I lati
si alternano con grandi e piccole arcate: le prime a tutto sesto,
le seconde mistilinee. Le
grandi arcate, due per lato, accolgono quattro altari dedicati
al SS. Crocifìsso, al SS. Redentore, all'Arcangelo Raffaele
e a San Paolo Apostolo.
Sull'altare
maggiore si venera la Madonna del Carmelo.
I
materiali costruttivi interni sono: di particolare pregio per
gli, elementi strutturali, di scarso valore per gli altari. Mentre
infatti le colonne a muro, le arcate, gli architravi sono realizzati
in pietra da taglio, gli altari a muro (stilisticamente poveri)
sono realizzati con pietrame intonacato e dipinto a toni vivaci.
La
copertura a botte è contrassegnata da dodici spicchi triangolari
in corrispondenza delle rispettive lunette.
La
pavimentazione è composta da lastre di pietra calcarea
disposte con fuga in diagonale. II. presbiterio ha un altare dipinto
con toni policromi; nei riquadri dei
pannelli frontali figurano alcune scenette bibliche scolpite a
bassorilievo.
Tratto
da "Ferla Tra Storia e Arte"
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