I
documenti più antichi riguardanti
le origini di Ferla risalgono
al 23 Luglio del 1269. In essi
si trova scritto un accordo, tra
il barone di Ferla Perrucchio
Lanza e tra il barone di Xirume
Damiano Rubeo, con il quale si
cercava di risolvere la questione
dei pascoli nei campi incolti.
Una testimonianza di Carlo I,
re di Napoli, confermò
l'accordo tra i due baroni. Tale
testimonianza, che fa riferimento
ai "chittadini di la terra
di la Ferla" e alla "Universitati
di la Ferla", fa capire che
la popolazione aveva il bisogno
di far pascolare il proprio bestiame
in territori adeguati. Da ciò
si pensa che le notizie che ci
ha dato Tommaso Fazello sul "moderno
castei di Ferula" siano errati.
Giusto sembra essere l'ipotesi
formulata da Vito M.Amico. Egli
dice che: "dicelo recente
il Fazello, ma antico il vantano
gli abitanti additando grotte
ed antiche abitazioni fornite
di sacre immagini di greco stile,
ed una celebre sulle altre per
la dimora della V.S.Sofia, non
che cel dimostrano dei sepolcreti
tagliati nel sasso, che attestano
esser quivi stata qualche città
prima dei Saraceni, riabitata
dai Longobardi al tempo dei Normanni,
a cui diedero il moderno nome
di Ferla". Grazie a studi
recenti e a nuove indagini archeologiche
si può affermare quanto
segue.
Alcuni ritrovamenti archeologici
ci dimostrano che il territorio
di Ferla era abitato già
prima dell'arrivo dei Greci nell'
VIII sec. a.C. La popolazione
doveva essersi stabilito sulla
collina chiamata"castello".
L'arrivo dei Greci provocò
lo spostamento della popolazione
in zone più riparate. Resti
di necropoli ellenistiche trovati
sotto la Chiesa Madre e sotto
il piano di San Sebastiano confermano
ciò. La presenza di una
popolazione è confermata
anche negli anni della evangelizzazione
cristiana. Il piano di San Sebastiano
quindi può essere considerato
come il punto centrale di un centro
urbano scelto da un popolo che
qui ha mantenuto ancora fino ad
oggi la sua presenza. Si può
affermare quindi che sotto la
Chiesa di San Sebastiano e di
San Giacomo Maggiore siano nati
i primi segni di vita di Ferla.
Il centro urbano fu così
ampliato e delineato come una
città dell'età normanna.
Il terremoto del 1693 cancellò
tutto ciò che la popolazione
aveva costruito e provocò
la morte di circa 800 abitanti.
Si pensò così di
edificare in una zona pianeggiante
ai piedi del Monte Rigoria. Dell'antico
centro fu ricostruito solo la
parte in piano e ruotante intorno
alla Chiesa Madre e a quella di
San Sebastiano. Le zona colpite
dal terremoto non furono più
edificate,ma vennero usate solo
per fare orti e stalle. Il compito
di creare la nuova pianta del
paese fu affidato al capomastro
Antonio de Mastro Iacopo. Un atto
notarile del 1700 ci spiega le
prime fasi di costruzione del
paese. La studiosa Lidia Messina
dice che tale atto contiene la
nuova area di sviluppo urbano,
in particolare la parte soprastante
il nuovo quartiere Pizzo sede
della piazza e Chiesa di San Antonio.
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