Ferla. L'hanno chiamata «Casa della Memoria», il nuovo museo sorto a Ferla.
Si inserisce pienamente nel contesto di altri musei esistenti nella zona montana iblea. È senz'altro un'istituzione che si aggiunge al patrimonio artistico e storico incomparabile, poiché coronato dall'eccellente barocco delle sue chiese e dei suoi palazzi.
È stata la caparbia volontà del parroco Don Roberto Garro, collaborato da vari giovani, a volerlo, anche perché esso è ubicato in una proprietà della chiesa già appartenente al defunto parroco Don Luigi Mirabella.
L'idea guida è quella di rendere disponibile in modo unitario dal punto di vista espositivo una serie di oggetti, luoghi, testimonianze, appartenenti ad un mondo legato all'economia rurale, alla regalità dei manufatti religiosi. Grande festa per l'inaugurazione considerata la presenza dell'Arcivescovo Monsignor Salvatore Pappalardo, che ha benedetto i locali e la gente che si assiepava nel cortile «Paravizzini» dopo avere ricevuto il saluto di benvenuto del sindaco Alfio Speranza, in fascia tricolore.
Un diesis in più nel pentagramma della creatività è rappresentato dalla molteplicità delle vesti sacre. Stole, pianete, cotte, manipoli, piviali, dalmatiche, usati nell'antichità sono realizzate in cotone, canapa, lana, fili d'oro e d'argento di seta.
Le stoffe in broccato e in velluto risalgono ai secoli passati e restano patrimonio storico appartenente alle otto chiese e ai cinque conventi esistenti nel tempo. Le strutture decorative mettono in risalto i simboli della fede cristiana. I vari riferimenti all'allestimento operato da maestranze nei secoli trascorsi, danno la misura del valore culturale che, certamente, incantano il visitatore ed esercitano funzioni educative, per non parlare poi degli ostensori, incensieri, calici, patene, sculture varie e ricomprese le urne sacramentali e i reliquari.
Particolari di rilievo la veste del vescovo di Noto morto a Ferla il 9 dicembre 1935, finemente allestita. La fantasmagoria degli attrezzi del lavoro contadino con riferimento anche a quelli usati dalla massaie per la tessitura, completano il quadro di questa importante istituzione.
Salvatore Urso
Fotografie "Il Ritratto" di Vito Salamone - Ferla